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Le vostre ricette

Latvija 7-10 feb 2014

O meglio…venite visitare Lettonia!
Quando la nostra Aiù ci fece scegliere il paese da ospitare le scrissi..”dammi quello che resta basta che sia nell’est Europa”.
Volevo un paese che non conoscevo da scoprire.
Avevo già deciso che qualunque paese mi fosse dato, io ci sarei andata.
Quando Aiù poi mi assegnò Lettonia, mi ha colpito.
Mia madrina era lettone, scappata in Finlandia e poi in Svezia durante la seconda guerra mondiale.
Poi quando sono arrivata a Rīga e sono passata da qui ho capito che Lettonia era il paese giusto per me!

Ecco potrei riassumere la Lettonia in una parola sola…ANDATECI e passare direttamente alla ricetta!
😀
Invece proverò trasmettere un po’ di emozione che questo paese mi ha trasmesso dopo il nostro viaggio.

Prima un po’ di storia travagliata, riportata da Lonely Planet.
“Mentre la presenza umana nella regione è stata riscontrata già dal 9000 a.C., i primi antenati degli attuali abitanti della Lettonia erano cacciatori ugro-finnici che probabilmente si insediarono nella zona tra il 3000 e il 2000 a.C. I predecessori dei lettoni moderni, noti con il nome di balti, fecero la loro apparizione intorno al 2000 a.C.

Le tribù della regione ebbero i primi scambi commerciali con i germani e l’impero romano, estendendoli in seguito verso i vichinghi e i russi. Nel XII secolo i popoli ugro-finnici e balti erano divisi in diversi gruppi tribali, che praticavano religioni primitive. La loro conversione, avviata dai missionari, fu conclusa con la forza, nel 1290, dai cavalieri della Spada (in seguito chiamati cavalieri teutonici). Dal XIII secolo al XX secolo la Lettonia venne continuamente controllata da dominatori stranieri.

Nel 1592 la Svezia protestante, la Lituania e la Polonia cattoliche cominciarono una guerra che ebbe come campo di battaglia le terre del Baltico. Gran parte della Lettonia orientale, Riga compresa, cadde nelle mani degli svedesi. I re svedesi del XVII secolo liberarono i contadini dallo stato di servi della gleba e introdussero l’istruzione per tutti. La liberazione dalla servitù fece rinascere idee nazionaliste nei lettoni, che poterono diventare commercianti, intraprendere professioni e far parte di circoli intellettuali. Lentamente la Lettonia emerse come entità politica indipendente, nonostante l’impopolare e oppressivo processo di nazionalizzazione russo della fine del XIX secolo. Durante la prima guerra mondiale, la Lettonia venne occupata dalla Germania. Il 18 novembre 1918, appena sette giorni dopo la resa della Germania agli Alleati, i contadini, la classe media e i gruppi socialisti dichiararono l’indipendenza e Karlis Ulamnis (il leader del Partito degli Agricoltori) formò il governo. Le lotte tra nazionalisti, bolscevichi e tedeschi del Baltico continuarono fino al 1920, quando la Russia sovietica firmò un trattato di pace con la Repubblica Parlamentare della Lettonia, riconoscendone l’indipendenza.

Il 23 agosto 1939, la Germania nazista e l’URSS firmarono un patto di non aggressione e la Lettonia fu inserita nella sfera di influenza sovietica. Nell’agosto del 1940 la nazione venne occupata militarmente dalla Russia, e la Lettonia divenne una delle repubbliche dell’URSS. In conseguenza delle epurazioni subite, in un solo anno 35.000 lettoni furono uccisi, deportati o furono costretti ad abbandonare il paese. La Germania invase l’URSS e occupò la Lettonia nel 1941.

Sebbene molti lettoni considerassero i nazisti come liberatori e si arruolassero nell’esercito tedesco, la numerosa popolazione ebrea della Lettonia, che contava 90.000 individui, venne quasi del tutto sterminata. Nel 1944 e nel 1945 molti Lettoni emigrarono in Occidente per scampare alla riconquista dell’Armata Rossa. La seconda guerra mondiale provocò la morte di 450.000 lettoni. Durante la dittatura di Stalin, tra il 1945 e il 1949, 150.000 persone vennero uccise o deportate.

I primi segnali che il severo governo sovietico della Lettonia si stava ammorbidendo arrivarono alla fine degli anni ’80, quando Mikhail Gorbaciov cominciò a incoraggiare la glasnost (apertura) e la perestroika (ristrutturazione). In Lettonia, i decenni di dura repressione portarono a una massiccia richiesta di autogoverno. Nel 1988 i membri del governo lettone cominciarono a frequentare i meeting pubblici e le riunioni, mentre un fronte popolare che faceva richieste pressanti per ottenere riforme democratiche ebbe un largo seguito. Nella primavera del 1990 i nazionalisti ottennero una grande maggioranza nel parlamento lettone, che istituì nuovamente la costituzione in vigore prima della seconda guerra mondiale. Venne dichiarato che si trattava di un periodo di transizione che avrebbe preceduto la piena indipendenza. Con il referendum del 1991, risultò che la maggioranza era a favore della secessione dall’URSS e il 21 agosto, due giorni dopo il tentativo di colpo di stato avvenuto a Mosca ai danni di Gorbaciov, la Lettonia dichiarò la piena indipendenza. Questa venne riconosciuta dall’Occidente e finalmente, il 6 settembre 1991, anche dall’URSS. La Lettonia entrò a far parte delle Nazioni Unite poco più di due settimane dopo. Le ultime milizie russe abbandonarono il paese nel 1994.

La repubblica di Lettonia ha di recente reso meno rigide le leggi sulla cittadinanza, che favorivano l’etnia lettone e altre etnie baltiche nei confronti dei russi, un gesto che dovrebbe aiutare la Lettonia a fare ingresso nell’Unione Europea.

All’apertura del vertice della NATO a Praga, il 21 novembre 2002, i leader dei diciannove paesi membri hanno formalmente invitato a entrare, entro il 2004, nell’Alleanza Atlantica sette paesi che in passato appartennero alla cosiddetta ‘cortina di ferro’: Bulgaria, Estonia, Lettonia, Lituania, Repubblica slovacca, Romania, Slovenia. Queste importanti scelte sullo scacchiere internazionale hanno favorito la vittoria, alle elezioni politiche dell’ottobre 2002, dell’ex-banchiere centrale Einars Repse, leader del partito liberale Nuova Era. Le carte vincenti sono state una vigorosa campagna contro la corruzione e l’inefficienza. Il grande sconfitto è stato il premier uscente, Andris Berzins, il cui partito, Via lettone è rimasto sotto la soglia dello sbarramento minimo del 5%.

Il 67% dei lettoni, nel referendum del settembre 2003, si è espresso a favore dell’ingresso nell’Unione Europea; e infatti, dal 1° maggio del 2004, insieme ad altri nove paesi (Polonia, Repubblica Ceca, Slovenia, Repubblica slovacca, Ungheria, Estonia, Lituania, Malta e Cipro), è entrata a tutti gli effetti a far parte dell’Unione Europea. ”

La crisi bancaria mondiale del 2008 ha colpito molto Lettonia e vedi ancora la difficoltà che hanno.
Sono entrati nell’Euro dal 1 Gennaio 2014, che per noi è stata una comodità, ma per loro non so…ne ho parlato con una commessa che mi diceva che sono tutti un po’ preoccupati visto cosa succede nel resto dell’Europa. Mi ha anche chiesto se è possibile tornare indietro ed io le ho risposto che davvero non lo so.
Ci siamo lasciate con l’auguro che i nostri paese possano fare il meglio della situazione.

Sono un popolo fiero, forte e dignitoso ma sono poveri.
Mi ha colpito come accendono le luci quando ormai è buio a differenza dei paesi Scandinavi dove la luce certe volte resta accesa tutto il giorno nei mese bui. Mi ha colpito come sono riservati un po’ schivi ma se li parli cambiano completamente e ti sorridono, spiegano e aiutano. Pensavo che tutti parlassero l’inglese ma solo i giovani parlano fluente, quelli della mia età e più grandi fanno fatica ed allora tra mani, piedi, qualche parola di slavo, tedesco ed inglese ci si spiega.
Infatti la lingua mi ha confusa, ero convita di capirci qualcosa ma come poi ho letto il lettone è un’antica lingua del ceppo baltico appartenenti alla famiglia delle lingue indo-europee che sono sopravvissute fino ai giorni nostri, ma con le varie influenze che ha avuto ne esce un mescuglio che letto ti può sembrare di capirci qualcosa ma parlato è impossibile. 🙂

Ho organizzato il nostro tour leggendo l’ottima guida di Lonely Planet sui paesi Baltici, poi con due cartine in mano siamo partiti per l’avventura. 🙂
ūdens klinģeri

Due considerazioni. Febbraio è un mese difficile, c’è freddo (un vento gelido che pelava) e le giornate sono corte, cortissime. Ma, riesci girare, vedere e sentire il paese, la città, i castelli perché c’è li hai praticamente tutto per te. E poi vedere il fiume Daugava ed il golfo di Riga ghiacciato è stato un’esperienza fantastica (anche fare due passi tremanti sopra :D)
Poi una cosa che non mi aspettavo era che tutti siti, musei, parchi, attrazioni erano aperti. Pensavo che nei mesi invernali avremmo faticato vedere o visitare invece non è stato così. Eravamo soli, solissimo ma abbiamo trovato tutto aperto.

Ecco, come provo far ridere Flo quando mi sono accorta che ci ho fatto scendere alla fermata sbagliata del bus. Eravamo arrivati a capolinea….

Latvija 7-10 feb 2014

Il viaggio in Lettonia è iniziato a Rīga, basta prendere una qualsiasi stradina della Città Vecchia o Vecrīga e letteralmente perdersi tra le strette viuzze. Ma vi consiglio di puntare subito alla Mostra permanente Reveal Rīga in Aldaru Iela.  Qui troverete 3 esposizioni tra cui quella storica che vi spiega tutta la storia di Rīga in cartelloni scritti in 3 lingue salendo lentamente tutti i 5 piani della casa.
Latvija 7-10 feb 2014

Ci si può anche divertire dentro volendo 😀
Flo quasi mi lasciava lì!!!
Latvija 7-10 feb 2014

Come avete letto sopra Lettonia è stata anche Svedese per un periodo, per quasi 100 anni Rīga era perfino più grande e più magnifica di Stockholm. E questa porta è chiamata la Porta Svedese perché quando gli svedesi e i russi si diedero sul muso nella Grande Guerra del Nord, nel 1721 vinsero i russi ma solo la fame e le malattie fecero arrendere i soldati svedesi così Peter I, militare anche lui, li lasciò andare e uscirono proprio da qui e da allora la Porta si chiama La Porta Svedese o “Zviedru vārti”.
Latvija 7-10 feb 2014

Su Flickr potete vedere le foto delle nostre camminate a Rīga e ho messo qualche spiegazione e link come approfondimento.
A parte i casermoni ex-sovietici, case in legno trasandati e fabbriche mezze abbandonate, che trovate uscendo dal centro
verso il quartiere di Pētersala per esempio, seguendo il fiume Daugava che passa la città, oltre il ponte Vānsu tilts, ho trovato la città molto scandinava. Le case, i parchi, i condomini, le piante ed gli alberi (betulle, pini).

mappa_riga

Sono partita con l’idea di fotografare ogni piatto che mi fosse capitato davanti, invece io ho mangiato e basta!
Ecco, perché in Lettonia si mangia benissimo!!!
Non c’è bisogno di cercare qualche ristorante che viene consigliato (anzi state attenti che alcuni sono molto turistici, anche se si mangia benissimo)
No, dovete semplicemente entrare in un qualsiasi restaurant o bārs o konditoreja o bēkereja, alcuni degli ultimi hanno anche cucina. La cucina lettone è abbondante, saporita e buonissima.
Sono famosi per i prodotti lattieri caserari, i formaggi sono buonissimi, lo yogurt ed il kefir anche. La birra lettone è ottima, la più conosciuta la Aldaris che Flo ha bevuto di gusto. Il boccale da mezzo litro sui 2.40eu.
Si mangiano rape e cavoli in tutte le salse, l’aringa in insalata che è la fine del mondo, il maiale cucinato in mille modi ed i dolci….non chiedete cosa è..voi ordinate e gustate.
E’ tutto ottimissimo. Noi abbiamo solo cenato, eravamo troppo occupati girare durante il giorno, ma non abbiamo mai preso il dessert al ristorante, uscivamo e ci infilavamo in un qualsiasi konditoreja che trovavamo tornando nell’albergo.
Tè nero, tisane alla frutta, caffè con balsamo nero accompagnato da torte cremose, fruttose, dolci cioccolatosi o biscotti profumosi di cannella.
Vi consiglio due posti che mi sono piaciuti moltissimo.
Cucina lettone vera e propria ” Vecmeita ar kaki
e Fazenda che ci era stato consigliato da Niki ed il suo amico Ernesto che erano stati a Rīga in Aprile. Qui mangiate Lettone in chiave più moderno/europeo.
Ma anche la catena di Lido che serve cibo lettone in chiave fast-food è da provare. Il profumo dell’ottimo cibo e la buonissima birra lettone ti fa proprio calare nell’atmosfera.

Il piatto lettone che vi presento non l’ho trovato girando per Riga, ho chiesto informazione ma tutti mi guardavano senza capire. Dopo un po’ insistenza abbiamo capito lo sbaglio.
Io cercavo Undens Klinger invece si chiamano ūdens klinģeri.
Non li ho trovati lo stesso, così ho chiesto aiuto alla ragazza nel reception dell’albergo. Ūdens vuol dire acqua e
klinģeri salatini. In pratica sono dei pretzel all’acqua.
La ragazza (non ha voluto che usassi il suo nome, anzi tutti mi hanno chiesto di non usare i loro nomi) mi ha dato il link della ricetta.
Quindi ecco (finalmente!) a voi i….

Ūdens klinģeri

ūdens klinģeri

vi serve
250ml di acqua tiepida
550gr di farina 0
mezza bustina di lievito secco di birra
un pizzico di sale
un uovo per spennellare
cumino

Impastare tutti gli ingredienti. L’impasto deve risultare sodo. Prendere dei pezzi di impasto e fare dei bigoli che poi con un colpo di polso si trasformano in simil-pretzel. (si beh..ci vuole mooooooolta pratica! :D)
Lasciare lievitare sulla placca da forno unta di olio per un’oretta

ūdens klinģeri

Far bollire acqua e sale in una grossa pentola e poi far cuocere i klinģeri pochi alla volta, attenzione che tendono attaccarsi al fondo. Quando vengono a galla toglierli e rimetterli asciugare sulla placca da forno.
Spennellare con l’uovo e cospargere con il cumino, o in alternativa come ho fatto io aggiungere il cumino nell’impasto e cospargere di sesamo nero.

Far cuocere per ca 20 min in forno a 200°C finchè sono leggermente dorati.
Non vengono croccanti come vi immaginate i pretzel, sono più morbidi ma buonissimi. Non avendoli trovati e provati non vi posso dire a cosa dovrebbero sapere, ma se sono giusti questi sono buonissimi. 😀

ūdens klinģeri

Vi aspetto con le vostre ricette lettoni, spero che vogliate provare perché è davvero una cucina varia, interessante e buonissima.

Siamo in Lettonia con l’Abbecedario Culinario Europeo fino al 23 marzo 2014.
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