Gaufres salati alla ricotta, piselli e noci (it)

Gaufres

Siamo ancora in Belgio per qualche giorno insieme all’Abbecedario Culinario.
Sono qui che penso se sono mai stata in Belgio, non penso..a meno che non sia passata di lì andando in Lussemburgo. Non mi ricordo più, quando Flo lavorava nel ramo calzaturiero abbiamo girato l’Europa in lungo ed in largo. Naturalmente lui più di me, ma qualche volta ci andava insieme…giusto per farmi 8-9-10 ore di macchina. Ma si sa..a me piace guidare, quindi mi sono sempre divertita.:)
Il mio parrucchiere Renato o come lo chiama sua mamma Renè, è nato in Belgio e ogni anno prima di Pasqua sua mamma prepara i Gufres e li porta giù in negozio. Quest’anno sono stata presa presissima da compleanni (mio, Manfred e Flo)e Pasqua che mi è passato di mente. Sempre una bella confusione qui quando compiamo gli anni a cavallo di Pasqua.🙂

Ma non importa…li ho fatti io. Salati ed a forma sbagliata…quelli veri sono quadrati, o meglio quasi rettangolari.

Ma per sapere meglio cosa sono i Gufres, i Waffels, I Våfflor leggiamo quello che ci dice Wiki:


La gaufre, altrimenti nota come waffle, è un dolce a cialda (che ne è la traduzione esatta), croccante fuori e morbido internamente, cotto su doppie piastre roventi che gli conferisce il caratteristico aspetto goffrato: cioè una superficie a grata.

Ne esistono diverse varianti, tipiche del Belgio, della Francia, della Germania, della Scandinavia e dei Paesi Bassi. In Italia vengono prodotte, di consistenza più secca, per confezionare i wafer. Sono della medesima composizione utilizzata per realizzare i coni gelato in cialda.

Il suo “parente prossimo” è il pancake, ma fanno parte della stessa famiglia le crêpe e i biscotti croccanti come i canestrelli e le tegole dolci.

Si ritiene che le gaufre abbiano origine nell’antica Grecia, dove sono state identificate con le cialde chiamate ὀβελίας obelías. Nel Medioevo i cuochi cucinavano frequentemente tortine chiamate gaufre, che in francese antico significa “nido d’ape”, e le fonti suggeriscono che venissero consumate con il formaggio o con il miele.

Nel dizionario tedesco dei fratelli Grimm, edito nella prima metà del 1800, si cita l’esistenza del dolce, e si tratta in modo dettagliato della sua composizione. In diverse testimonianze dell’epoca ne viene riportata la diffusione a partire dalle regioni del Reno confinanti con la Francia. Secondo i Grimm, la parola wafel in olandese si diffonde a partire dal XV secolo, e si consolida in Germania come Waffel dal XVII secolo, probabilmente con un etimo legato alla tessitura[2]. Il sostantivo in inglese americano, waffle, giunge attraverso il termine olandese nel XVIII secolo.

Le gaufre, come altre preparazioni simili, erano un augurio di buona fortuna e buona salute e venivano preparate tradizionalmente per la festa della Candelora e per il Martedì Grasso, ultimo giorno di Carnevale prima della Quaresima. Le piastre per gaufre comparivano in molte doti familiari come dono e augurio di nozze felici.

Successivamente, i Padri Pellegrini soggiornarono brevemente in Olanda prima di fare rotta verso le colonie d’America, e qui appresero come preparare ciò che loro chiamarono wafel, cioè le tortine a nido d’ape con i ferri roventi detti poffer. Portarono questa ricetta in America e lì le gaufre si diffusero con il nome di waffel e poi più comunemente waffle. Lo stesso Thomas Jefferson, secondo la Monticello Historical Society, portò con sé i ferri da gaufre dalla Francia. Non è noto quando esattamente si sia iniziato ad aggiungere il lievito all’impasto o se questo sia sempre stato presente, ma si presuppone che il lievito chimico sia stato inserito nella ricetta non prima di due secoli fa, poiché venne messo a punto solo nel 1800.

Esistono numerosi tipi di piastre che cuociono gaufre a forma di cuore, di fiore, di cerchio, o di pupazzetto e nuove versioni si diffondono sempre più.

Le gaufre del Belgio
Le gaufre del Belgio sono di due tipi diversi: quelle di Bruxelles hanno un contorno perfettamente rettangolare e un impasto a base di latte, acqua, burro, uova, farina, zucchero, lievito di birra e aromi (vaniglia). Sono delle gaufre poco dolci, solitamente spolverate con zucchero a velo o servite con della panna montata (e/o frutto e gelato). Le gaufre di Liegi hanno contorno smussato, a nido d’ape, e impasto a base di farina, poche uova, latte, burro (o margarina), lievito di birra, un pizzico di sale, zucchero vanigliato e zucchero in grani (sucre perlé), un tipo particolare di zucchero, a forma di perle appunto, che non si scioglie nell’impasto. Sono gaufre decisamente più dolci di quelle di Bruxelles e si mangiano solitamente senza accompagnamento.

In Belgio sono particolarmente gradite come doni in occasione del Sint Maartens Dag, cioè del giorno di San Martino (11 novembre). Si accompagnano a zucchero a velo, sciroppi, panna, marmellata, frutta, noci, nocciole, mandorle, cioccolata, burro, ma anche al salato (pesce, formaggio, carne).

Qui potete trovare una bella carrellata di ricette belghe di Gufres, ma io mi sono ispirata ad una ricetta della mia amica Genny.

Gaufres salati alla ricotta, piselli e noci
Gauffres

120 gr di piselli bolliti
250 gr farina 0
2 uova
50 gr di ricotta
una manciata di noci
prezzemolo
2 cucchiaini di paprika dolce
1 cucchiaino di bicarbonato
200 ml latte
sale
pepe
3 cucchiai di olio evo

Per la crema d+accompagnamento
ricotta
noci
prezzemolo
un pezzetto di porro
erba cipollina
paprika dolce

Genny scrive:
Mescolare in una terrina la farina con il sale , il pepe, la paprika, il bicarbonato. Intanto sbattere le uova con il latte, e poi unirle alle farine. Unire anche l’olio, il pecorino e i piselli (metà li avrete schiacciati con una forchetta, metà lasciateli interi) e mescolare bene .
Scaldate una gauffriera e disponete una cacchiata cucchiaiata (ne scrivo già abbastanza io di cacchiate:D)di composto ( attenzione, si gonfia e tenderà ad uscire se esagerate con le dosi…ve lo dico per esperienza:D).Lasciate cuocere circa 5 minuti a temperatura media (la mia ha sei livelli, e io ho cotto sul 4).
Intanto mescolate un po’ di formaggio cremoso con il limone e un po’ di menta.Disponetelo a ciuffi sulle cialde, o in una ciotolina a parte.”

Prima ho preparato la cremina. Tutto nel frullatore (le noci oltre dare un buon gusto e una bella consistenza “ruvida”, aiuta sminuzzare le erbette con la ricotta.

Gauffres

Poi ho semplicemente messo uova, paprika e latte nel bimby: 20sec vel 4.
Aggiunto farina, piselli e bicarbonato (l+olio me lo sono dimenticato). Dato altri 30sec vel. 4

Poi a cucchiaiate (2 bei cucchiai) ho messo l+impasto nella waffeliera e ho schiacciato. Cottura 4-5min.

Gauffres

Servire con la cremina subitissimo.
Buonissime!!!😀

Gauffres

 

 

Questa ricetta Belga va a Martissima che ospita noi e l’Abbecedario Culinario!

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5 responses to “Gaufres salati alla ricotta, piselli e noci (it)

  1. Ale73 - emotionaltrees

    mmmmmm da provare superrrr, mi ispira un sacco questa ricetta!!! baciuss

  2. le voglio fare anch’io Brii!!! ma prima devo aggiornare l’attrezzo per farle…ne ho uno “antico” che penso si metta sul fuoco!!! mai fatte😉

  3. Buoni! Ai provati salati!
    Io ieri ho postato quello dolci, di Liegi!🙂
    Bacioni

  4. Ottima combinazione con la crema salata.

  5. Ciao Brii, i gaufres non li ho mai provati nella versione salata…m’hai aperto un mondo ! Un saluto!

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