Salutiamoci di Dicembre – Cavoli e Broccoli! (it)

Cavolo Fiolaro - Fiolaro Kale

Oh, ma quante tante, tantissime ricette che sono arrivate con la zucca.
E’ stato un mese arancionissimo, profumatissimo, intensissimo.
Ma lasciamo Dealma e la Via Macrobiotica e andiamo trovare Mirco
del blog l’Orto di Michelle.
Lui sarà il nostro ospite di Dicembre con Cavoli e Broccoli!!
Cioè cavolo col “fiore” di tutti i colori:
cavolfiore, broccolo, cavolo romanesco, cime di rapa, broccolo fiolaro
ma niente verza, cavolo cappuccio,  cavoletti di Bruxelles e cavolo nero)
Sarà interessantissimo scoprire le vostre ricette.
Importantissimo che seguiate la tabella qui
( e se avete qualche dubbio scriveteci: salutiamociricette@gmail.com )

Io inizio con un cavolo che non conoscevo, che al super vendono come
cavolo nostrano.
Vado cercare qualche informazione e chi mi trovo?
Goethe!! Ma tu pensa!🙂
Cosa c’entra Goethe con il cavolo penserete voi..
leggete qui:
Il primo a innamorarsene è Goethe, durante la tappa vicentina dell’ineluttabile viaggio in Italia che ha intrapreso. Quell’arco di legno flessibile -così lo descrive- che pesa sulle spalle delle contadine, alle cui estremità pendono due ceste colme di ortaggi, merita un ricordo. Il Sommo non sa che sotto i Berici quel sostegno si chiama bigòlo, strumento di lavoro quotidiano dei contadini. Ma coglie subito che il quadretto della popolana che porta gli ortaggi al mercato fa molto Arcadia, un must dell’epoca fra gli intellettuali europei. Parlare di Italia, Arcadia e contadini a quel tempo è un po’ come dire “andiamo alla ricerca del tempo e delle radici perdute”, anche se Proust deve ancora nascere. Eccole, le radici, che spuntano a Vicenza. È il 23 settembre del 1786: Goethe ferma con un disegno l’immagine della giovane vicentina, dopo aver visitato quel mercato in centro che tanto lo affascina.

Ed è l’unico ritratto di una persona fra tanti schizzi di architetture e monumenti palladiani. Un motivo c’è. Avido di umanità, dopo dieci anni passati a corte a Weimar tra politica, salamelecchi e ingessature diplomatiche, a Vicenza Goethe si sente in libertà: si traveste, perfino, per abbassare il suo rango sociale e girare indisturbato tra i contadini in piazza delle Erbe, per gustarsi la vita, ammirare le popolane (era un grande fan delle donne vicentine, specie delle more: l’ha messo iscritto che lo intrigavano anche più delle veronesi) e cogliere l’attimo fuggente di quell’humus italico di cui suo padre Caspar gli aveva fatto una testa così, riempiendogli la casa di Francoforte di souvenir, libri, quadri e testimonianze del suo viaggio, in Italia e a Vicenza, compiuto 46 anni prima. Non ci sono prove, naturalmente, che quelle ceste di ortaggi immortalate da Goethe in piazza delle Erbe contenessero del broccolo fiolaro di Creazzo. È possibile. Certo è che ancora nell’Ottocento la produzione di broccolo fiolaro è di 150 mila cespi all’anno: è un prodotto conosciuto e rinomato in tutta la provincia. Certo è che dopo quell’occhiata fulminante del poeta tedesco, per un altro secolo e mezzo ceste uguali a quelle che colpiscono così tanto Goethe continueranno a pesare sulle spalle dei contadini fra Creazzo e Vicenza.

Se è vero che gli piacessero più le vicentine che le veronesi o le trentine non lo so. Ma so che si è divertito anche a Torbole dove aprendo la finestra la mattina ha visto il Lago di Garda e si è innamorato all’instante.
(CI fermiamo sempre sotto quella finestra a Torbole, e miei tedeschi come me, guardiamo il lago, sospiriamo come immaginiamo abbia fatto lui e diciamo che si, aveva ragione, è un posto meraviglioso)
Si è divertito anche a Malcesine finché non l’hanno sbattuto in prigione (nel castello) perché pensavano che fosse una spia, è stato salvato da un suo allievo che aveva studiato con lui a Frankfurt e lo ha riconosciuto e tirato fuori dalle segrete del castello.😀
Ovvio che non c’entra niente con la ricetta, ma mi è piaciuto trovare un collegamento tra cavolo, Goethe e “mio” amato lago!🙂

Sedanini con Cavolo Fiolaro e senape
Cavolo Fiolaro - Fiolaro Kale

Vi serve:
500gr di sedanini
2 cavoli Fiolaro
1 patata americana cotta al forno a tocchetti (facoltativo)
1 scologno
1 spicchio d’aglio
vino bianco per sfumare
dado vegetale
senape media
olio extravergine d’oliva
pepe, timo

In una padella far soffriggere lo spicchio d’aglio, dado, timo e lo scalogno tritato in un filo di olio.
Aggiungere le foglie del cavolo tagliati, sfumare con il vino e lasciare cuocere per 10min (controllate la cottura, sono abbastanza duri)
Aggiungete le cimette del cavolo e proseguite la cottura.
Quando i sedanini sono cotti, aggiungete un mezzo mestolo di acqua di cottura al cavolo, poi scolate e aggiungete anche i sedanini.
Mescolate aggiungendo senape e pepe.

Servite subitissimo.

Cavolo Fiolaro - Fiolaro Kale

Brigida_ate:
E’ più amaro del cavolfiore o cavolo romano.
La senape ci sta benissimo, mi è molto piaciuto.
Niki ha mangiato il cavolo ma lasciato le foglie, dicendo che erano troppo amare.
Strano ho detto, il Gin Tonic è più amaro ma non fai tante storie!!
;-D

Cavolo Fiolaro - Fiolaro Kale

Avete tempo fino al 31 di Dicembre mandare vostre ricette a
Mirco l’Orto di Michelle
mettendo il link in questo post.

La tabella degli ingredienti la trovate qui:
Il nostro nuovo blogghetto qui
La pagina FB qui.

6 responses to “Salutiamoci di Dicembre – Cavoli e Broccoli! (it)

  1. Da qui l’etimologia del termine ”broccolare”…:)

  2. Mi piace un sacco la senape ma non avevo mai pensato di abbinarla ad un piatto così!
    Ne mangerei subito una porzione da merenda di metà mattina🙂

    • hahahah lo sapevo io che eravamo sulla stessa lunghezza d’onda Francesca!!
      Anch’io, come te!! ;-DD
      Buonissimo lunedì
      baciusss

  3. Briiiiiiiiii questa la devo fare solo per onorare Goethe! Settimana prox nella lista della spesa metto il fiolaro!! baciotto

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