Miascia ovvero Torta di pane e pesche – WHB #346

Ero tentata chiedere di poter postare questa ricetta per l’abbecedario domani.
Ma poi ho pensato che non sarebbe giusto nei confronti delle altre persone che sono stati on time.
Volevo ritardare il post perché domani per puro caso sono sul Lago di Como.
Così, oggi posto la ricetta e poi aggiungerò le foto del lago.

Mi sono fatta un bel programmino. Lascio la macchina a Lecco e poi prendo il battello per Bellagio.
Un giretto e proseguo fino a Colico. Ci sono stata questa primavera e mi è piaciuto molto.
Cioè le persone ed il paese, anche La Piana di Spagna con il forte di Fuentes mi è piaciuto moltissimo.
Il lago mi ha un po’ deluso ma solo perché il tempo era grigissimo (ha piovuto tutti 3 giorni che ero lì)
e non sono riuscita ne capire che colore avesse il lago, ne che montagne ci sono intorno.
Domani spero di essere più fortunata.
Da Colico prendo il treno di ritorno a Lecco, ho pensato di fermarmi a Piona e Abbadia Lariana.

Quindi adesso la ricetta e poi le foto!🙂

Miascia ovvero Torta di pane alle pesche
E’ una vecchia ricetta contadina, ho trovato la ricetta sul sito di BuonaLombardia.
Questo dolce-pasto povero, detto anche Meascia o turta di paisan, deriva probabilmente da un antico nucleo di ricette, del tipo del migliaccio già descritto da Maestro Martino da Como, preparato fra l’altro con “una libbra di cacio del più fresco che possi havere” e con un’aspersione finale di “bono zucchero et di acqua rosata” e cotto nello stesso forno dove si faceva il pane.
La ricetta proposta utilizza come ingrediente base il pane raffermo, ma ne esistono numerose varianti locali basate su un impasto di farina bianca e farina gialla.

Ho sostituito la mela e la pera con le pesche.
Sono in fase peschissima!

Bread & Peach cake - Torta di pane & Pesche

PANE RAFFERMO: 500 g (il mio era una pagnotta di Zambiasi con il lievito madre)
LATTE INTERO: 1/2 litro
UOVA: 2
AMARETTI: 3*
MELA: 1*
PERA: 1*
PINOLI: 20 g
UVETTE: 50 g
LIQUORE AMARETTO: 1 bicchiere*
BURRO: 30 g*
FARINA BIANCA: 1 cucchiaio*
CIOCCOLATO AMARO: 50 g, in scaglie*
ZUCCHERO: 75 g*

Tagliare il pane a fettine e ammollarlo col latte in una zuppiera per circa 2 ore;
stemperare il pane ammollato con un cucchiaio;
aggiungere le uova, le uvette precedentemente ammollate in aqua tipieda, i pinoli, la mela e la pera tagliate a fettine, lo zucchero, gli amaretti sbriciolati e il liquore;
lavorare l’impasto con il cucchiaio e versare in una tortiera imburrata e infarinata;
spolverare l’impasto con lo zucchero e il cioccolato in scaglie e guarnire con il burro a fiocchi;
cuocere in forno a 200°C per 15 minuti, quindi a 150°C per altri 15 minuti;
sfornare e servire tiepida o a temperatura ambiente.
Varianti:
la sostituzione del pane raffermo con un impasto di farina bianca e gialla è ampiamente utilizzata in alcune località del comasco e riportata nei ricettari brianzoli.
Ma la composizione dell’impasto può variare notevolmente in base agli ingredienti disponibili.

Bread & Peach cake - Torta di pane & Pesche

Brigida_ate:
* non ho messo nessuna di questi ingredienti.
Come frutta ho messo 4 pesche tagliate a tocchetti con la buccia.
Un aggiunto un po’ di malto di riso sulle pesche.

E’ venuto buonissimo!!

L’ingrediente: il pane raffermo
“Pan poss, vin brusch e legna verda fan l’ecunumia d’una ca”: così recita un detto popolare lecchese a testimoniare il valore di sussistenza legato all’impiego completo delle povere risorse.
Che il giudizio sul pane raffermo fosse comunque negativo si desume dall’uso dell’espressione “l’è un pan poss”, riferita ad una persona insulsa o di poco valore.
Il pane raffermo (poss) era un tempo piuttosto utilizzato in cucina, sopratutto nelle zuppe (dal pumia o pan muja, al pancotto o panada).
Non va d’altronde dimenticato che il pane era una volta molto diverso da quello di oggi: era preparato con miscele di farine diverse (farina di mais: pangiallo; farina di miglio: pan de mej; farina di segale, ecc.), cotto in grandi pezzature nei forni comunitari e consumato in una-due settimane, conservandolo in un armadio apposito (la panadura).
Quantunque il pane raffermo fosse più duro e un po’ inacidito, non bisogna dimenticare che la sua digeribilità rimaneva piuttosto elevata, sovente superiore a quella del pane fresco.
Il raffermimento, infatti, comporta una serie di trasformazioni fisico-chimiche che inducono una parziale retrogradazione dell’amido, cioè la formazione di un reticolo cristallino organizzato, aggredito più lentamente dai succhi gastrici che così regolano l’assorbimento dell’amido e la sua digestione a glucosio.

La miascia può essere consumata fuori pasto o come dessert (in tal caso è consigliabile non abbondare nelle porzioni).
Un vino rosso amabile o liquoroso è consigliato come accompagnamento.

Questa ricetta va alla mia amica Kris di Tutto ad occhio
che ospita il WHB di questa settimana.

la ricetta va anche a Paola di
Voglia di cucina, voglia di sognare.
che ospita la regione Lombardia

4 responses to “Miascia ovvero Torta di pane e pesche – WHB #346

  1. La prima volta che ho provato a fare il pane con la farina di mais e’ stato un disastro, poi per fortuna mi sono lasciata tentare da un’altra ricetta e mi viene buonissimo. E’ anche di un bel colore. Non conoscevo questo dolce fatto col pane raffermo, ma mi piacciono tutte le idee popolari per evitare di sprecare il pane. Una volta al paese di mio padre c’era il forno comunale, dove mia nonna e le altre donne del paese portavano il loro pane a cuocere. Buona settimana!

  2. DEVE ESSERE BUONISSIMO!! Complimenti!!

  3. P come Perfettamente Pronti in tavola!!! Grazie Per la Preziosa Partecipazione: http://abcincucina.blogspot.it/2012/07/p-come-pavia.html!
    E ora dalla Penisola tutti in Sardegna!!!!!!!

  4. Pingback: Oven baked vegetables with herbal bread crumbs – Verdure al forno con pangrattato alle erbe (en) | briggishome

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