"capperi" di Tarassaco – WHB #277


la primavera è la mia stagione preferita. sono nata in Aprile, quindi ci sta😀

non sono sempre stata appassionata di giardino, piante e fiori, è un’altra delle cose che mi ha fatto amare Iris, mia suocera.
lei, con enorme pazienza ha sempre spiegato, rispiegato, piantato, tagliato, corretto e alcune volte ripiantato le piante.
ci ha aiutato costruire il nostro giardino, arrivando con consigli, piante, pala, rastrello e forbice.
abbiamo lavorato fianco a fianco, discutendo, litigando, ridendo e rifacendo.
non sono molto brava nelle semine, difficilmente mi riescono, invece ho più fortuna con le talee. mi piace moltissimo! adesso che guardo la talea di sambuco che ormai ha 3 anni, con fiori in arrivo, sono felicissima!
nel giardinaggio bisogna avere tantissima pazienza, è un ottimo aiuto per lo stress, la tristezza, la malinconia.

qui una piccola aiuola con mughetto (convallaria majalis) e vinca minor che vengono dal giardino di Iris.
aiuola convallaria majalis& vinca minor

convallaria majalis 2

vinca minor

il dente di leone o Taraxacum officinale sta fiorendo dappertutto, su Erboristeria Dulcamara.com possiamo leggere:


il tarassaco è il notissimo fiore giallo dei prati, i cui frutti formano il soffione con cui si divertono i bambini. I frutti sono dotati di una corona di peli (pappo), inserita su un lungo peduncolo, che poi diffonde i frutti con il vento come un paracadute. Come droga si impiega la radice contusa insieme con la pianta, Radix Taraxaci cum Herba. La radice è una tipica radice a fittone, che penetra profondamente nel terreno. Ogni giardiniere che tenti di estirparla deve ricorrere alla vanga o meglio ancora a un estirpatore di radici, altrimenti la parte inferiore della radice del tarassaco rimane nel terreno e riemette un nuovo germoglio.

Le foglie di tarassaco costituiscono una popolare insalata primaverile. Hanno un gradevolissimo sapore amaro aromatico e si mangiano sia da sole che insieme con crescione e altre erbe primaverili da tempi immemorabili. Fino a tempi recentissimi non si sapeva su che cosa si basasse il loro effetto e perciò si consideravano ormai obsolete. Poi, però, con l’introduzione della ricerca sulle vitamine, si sono trovate in queste piante primaverili abbondanti vitamine, in particolare vitamina C, e si è quindi ritenuta più fondata la loro azione terapeutica. Ultimamente poi si è scoperto che queste vitamine forniscono solo una parte degli effetti positivi. Proprio il tarassaco è un esempio tipico di come una pianta officinale

non possa essere caratterizzata solo da un principio attivo,- solo la somma di un grande numero di principi diversi determina la vera e propria azione specifica. Così nel tarassaco si sono trovate, accanto alle già note sostanze amare e vitaminiche, anche delle sostanze ad azione enzimatica che stimolano l’attività delle grandi ghiandole, soprattutto fegato e reni. Ma la loro azione va ancora oltre: esse devono essere considerate capaci di stimolare il metabolismo cellulare complessivo. Questo naturalmente è osservabile con particolare intensità nelle grandi ghiandole corporee, tuttavia questo effetto è presente anche in altri distretti dell’organismo. Attualmente possiamo attribuire al tarassaco anche un tropismo connetti-vale,- su questo si fonda l’azione del tarassaco nelle artrosi, argomento sul quale dovremo ancora ritornare. Così, come favorisce la secrezione renale, quindi agisce come diuretico, il tarassaco incrementa anche la secrezione epatica, quindi agisce come colagogo. E così confermata l’esperienza del passato, che considerava il tarassaco un buon rimedio per i disturbi biliari.

Ma c’è anche un altro campo di impiego specifico che alla luce degli studi odierni si presenta come sufficientemente fondato, quello della tendenza alla formazione dei calcoli biliari. Il tarassaco è in grado di influire non sul calcolo già formato, bensì sulla predisposizione alla formazione di calcoli, quindi sulla diatesi. Di ciò è probabilmente responsabile in primo luogo la succitata azione sul metabolismo e sulla cellula. Non è difficile comprendere che un tale effetto si possa ottenere solo in periodi di tempo piuttosto prolungati. Si dovrà dunque somministrare il tarassaco come terapia in tutti quei casi, per almeno 4-8 settimane. E opportuno anche dare una cura di tarassaco in primavera ed eventualmente ancora in autunno.

E nella natura di queste patologie la difficoltà di riuscire a obiettivare l’azione di un simile trattamento, ma rimane il fatto che i malati, dopo una cura di tarassaco, si sentono più leggeri; i disturbi alla regione superiore destra dell’addome spariscono e la tendenza alle ricadute scompare o almeno diviene chiaramente più rara. Sembra dunque possibile arrivare in questo modo, meglio e più rapidamente, a una fase di latenza della patologia. Poiché finora si è riconosciuto nell’acido chenodesossi-colico un medicamento attivo solo nella disgregazione dei calcoli di colesterolo, ma non di calcoli di altra natura, si dovrebbe fare uso delle potenzialità del tarassaco in questo campo. E ciò tanto più in quanto il tarassaco è del tutto atossico, anche se somministrato a lungo, e inoltre presenta un’azione, come si è detto, positiva sui sintomi soggettivi e tonificante generale.

la mia amica Ale mi ha passato questa ricetta. grazie Ale, sono venuti proprio buoni! :-DD

“capperi” di Tarassaco


Tarassaco sotto aceto

acqua salata insaporita con un pò di menta, aceto, 1 spicchio aglio*, erba cipollina tritata, qualche foglia di menta
raccogliere i bottoni di tarassaco
sbollentarli velocemente nell’acqua salata insaporita con menta
scolateli
asciugateli all’aria
x varie ore
quindi invasateli con aceto precedentemente bollito con lo spicchio d’aglio*
nel vaso aggiungete erba cipollina tritata e qualche foglia di menta

Tarassaco sotto aceto

brigida_ate:
* ho usato lo zenzero! :-DD

Tarassaco sotto aceto

Ringrazio Kalyn di Kalyn’s Kitchen per questa bellissima iniziativa
ed
per avermi dato l’opportunità di fare la versione Italiana.

Vi ricordo anche che tutte le nostre raccolte verranno pubblicate sul
blog di Haalo.

4 responses to “"capperi" di Tarassaco – WHB #277

  1. Prego tesorino mio ♡♡♡ sono contenta che siano venuti bene :DDDBellissimi i mughetti!!! A me son schiattati tutti :(((

  2. Confesso di non aver mai badato al tarassaco piu' di tanto, ma adesso che ho visto questa ricetta terro' gli occhi aperti. Quei vasetti hanno un'aria troppo invitante. Grazie!

  3. Eeeeeh, ma così mi fai schiattare d'invidia!!!Quest'anno sento proprio la mancanza di un buchino erboso su cui poter piazzare i piedi. Dopo tre anni di quarto piano senza balcone sono in crisi d'astinenza, anche se io le piante ero bravissima solo a farle morire! Invidiaaaaaaaaaa!!!!

  4. accantoalcamino

    Ciao brii..grazie per la spendida raccolta, mi hai anche dato una bellla idea per i boccioli di tarassaco, di solito li faccio in un altro modo, ma l'idea di insaporirli con la menta o zenzero è super!!Mi operano il 15 : "è una cataratta complicata"..hanno detto, oggi non riusciamo a farlo…😦

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