carbonèra, minestra di castagne – Antica Fiera di Santa Caterina – 121a edizione

locandine brenzone

spero di non stufarvi se ripeto quanto amo il territorio del comune di Brenzone.
non riesco averne abbastanza, ma ci mancherebbe è uno dei comuni più grandi del Veneto con i
suoi 50km2.😀
spazia dal livello del lago a 65mslm fino a quasi toccare il cielo a 2218msl (Cima Valfredda)
percorso fattibile in poco più di 6ore dipende se si fa la direttissima, Val delle Nogare o se si passa dal Forcellin (consiglio giro più lungo Forcellin, se non soffrite di vertigini è spettacolare)
per il lungo di traverso per la strada più comoda (la spiaggia) sono 15-16km (Castelletto-Malcesine). volendo poi si può fare un po’ di su e giù per le valli, val Trovai, val delle Nogare, valle Mezzane, val Torrente, val dei Molini…
oggi era la 200esima volta che facevo Biaza-Porto credo, ma come ogni volta, come tutte le volte
sembrava la prima volta.


santa caterina - castelletto di brenzone 25 nov 2010
Campo


santa caterina - castelletto di brenzone 25 nov 2010
isola di Trimelone da Magugnano




santa caterina - castelletto di brenzone 25 nov 2010


Chiesa di Magugnano e lago di garda sud


santa caterina - castelletto di brenzone 25 nov 2010
Assenza, isola di Trimelone, Limone di fronte, lago di Garda nord


accarezzo la mura della chiesa di San Pietro in Vincoli a Campo, pregusto la vista del lago che mi si offre girando le rovine di quello che forse era un castello a Campo, passando sotto la volta rovinata a Cà Romana sorrido perché ciononostante tutto è ancora su, saltellando da un sasso ad un altro per arrivare a Venzo so già che le case ristrutturate mi faranno allargare il cuore
e sempre sopra di noi il Baldo con le sue pale, le sue creste, rocce e boschi misti e sotto di noi il lago che luccica, cambia colore, si increspa, si quieta ma ci accompagna come un nastro profondo di un colore blu in ogni variazione di sfumatura.
oggi per Matteo, Nadia, Monica Due e Dina era la prima volta e di nascosto guardavo i loro sguardi, percepivo il loro stupore, mi gustavo la loro curiosità, la loro meraviglia di tanta bellezza.
Luciana e Daniela non dicono molto, ma so che amano questi posti come me, forse anche di più perché le conoscono meglio di me. Simoo e Monica che insieme a me hanno fatto i stessi sentieri tante, tantissime volte non mostrano alcun segno di noia, di fretta, anzi raccontano e ricordano volentieri della volta prima che sono passate, e quella ancora prima e fanno vedere posti nascosti, raccontano di storie sentite e persone conosciute.
ero contentissima che è venuta anche Rosi, ultimamente sta passando un periodo davvero difficile e venire camminare in compagnia, tra chiacchere futili, discorsi seri e spettegolezzi vari le ha reso la giornata diversa e più serena.


il 25 novembre è un giorno speciale per Brenzone. é la festa di Santa Caterina. Mentre in Prada la data che segna la fine dell’alpeggio, la fine della stagione estiva, la fine del periodo agricolo è il 29 settembre, qui giù sul lago è il 25 Novembre.
una volta si copriva le limonaie, e si portavano giù le vacche dai pascoli del Baldo e a Castelletto si teneva la fiera del bestiame.
25 Novembre segnava la fine del periodo agricolo, anche la maggioranza delle olive erano già state raccolte e spremute.
a proposito dell’olio nuovo, quest’anno per molti è stato davvero buono,il nostro è arrivato ad un 18,4% di resa! ma a Castelletto mi hanno detto che c’è stato chi è arrivato anche a 24%.
sono cifre da record.


amo molto queste tradizioni, io che di veri radici non ne ho, cerco in tutti modi assimilare, imparare e trasmettere queste cose che una volta erano molto sentiti ma adesso tanti sono quasi dimenticati.
sto raccogliendo, scrivendo, fotografando sperando che un giorno possa servire.
quando sono in giro con i turisti chiedo, tanti di loro girano il lago in lungo ed in largo da oltre 20anni, sono una fonte preziosa di informazioni. ancor più preziosa sono gli anziani, potrei ascoltare i “vecci” per delle ore. quando ho fatto la cura di flebo in ospedale, sono capitata in camera con sig.ra Rosa Ruffo di San Zeno di Montagna, mi ha raccontato di San Zeno quando era ragazzina nel ’37-’39.  alcuni dettagli sono un  po’ confusi, ormai la signora ha 85 anni e non era più sicura di certe cose che mi raccontava, ma io ascoltavo avidamente e poi ho chiesto informazioni a persone a San Zeno per avere un quadro più chiaro.
quando giro (sopratutto da sola) fermo quasi tutte le persone che incontro, con la scusa di chiedere la strada (è un’ottimo aggancio :DD) e poi si inizia parlare e tante volte mi raccontano dei vecchi tempi.
ma non per lamentarsi, proprio per condividere dei ricordi che hanno.
ascoltando e prendendo nota mentalmente, ho scoperto sentieri e posti che non avrei trovato o conosciuto da sola.




abbiamo fatto il ritorno a Castelletto dalla spiaggia, in poco più di un’ora abbiamo percorso i 8km ed eravamo di ritorno tra bancarelle, tendoni ed pienone di gente.


il piatto più famoso è la Carbonèra la polenta con formaggi fusi e condito con olio nuovo.
una bomba! :DD
santa caterina - castelletto di brenzone 25 nov 2010
la ricetta presa dal sito di Vivi Brenzone


CARBONÈRA


Ingredienti:
3 l. acqua
700 gr. farina gialla
500 gr. formaggio assortito
400 gr. olio d’oliva di Brenzone
sale, pepe, cannella
Preparazione:
In un paiolo di rame portate ad ebollizione l’acqua, salate e versate la farina a pioggia, senza mai smettere di mescolare. La cottura deve aggirarsi intorno ai 40 minuti. A parte avrete già tagliato a pezzettini il formaggio (dolce e piccante), cosparso di pepe e cannella. Aggiungetelo lentamente alla polenta e, sempre mescolando, unite anche l’olio di Brenzone fino all’assorbimento completo. Versate in una terrina. Si consuma da solo.




quest’anno c’era anche la minestra di magro con marroni di San Zeno di Montagna. ottimissima!
santa caterina - castelletto di brenzone 25 nov 2010
Roberta mi ha promesso di procurarci la ricetta, vero Roberta? :DDD


intanto vi copio la ricetta tipica di qua, Minestra di Fasoi




MINESTRA DE FASOI


Ingredienti
3 l. di acqua
1 Kg. di patate
200 gr. di fagioli secchi
300 gr. di castagne pelate
1 Cipolla
100 gr. di olio d’oliva di Brenzone
Preparazione:
In una casseruola mettete a freddo l’acqua, le patate intere, i fagioli, la cipolla grossolanamente tagliata, le castagne pelate e l’olio. Lasciare bollire per tre ore, mescolando di tanto in tanto. Prima di servire, passare al setaccio.
È ottima anche riscaldata, con l’aggiunta di un pò d’olio d’oliva.

Santa Caterina - Castelletto (brenzone) 25 Nov 2010
vista lago dal tendone

santa caterina - castelletto di brenzone 25 nov 2010
vista lago da sopra castelletto (sentiero cai n°31)

ringrazio
Roberta sempre disponibilissima e gentilissima.
La Pro Loco per l’organizzazione,
sempre perfetta, puntuale e sopratutto ottima cucina in ogni occasione
Gianangelo Alpino un vero amante del suo territorio che ci racconta di tempo andati e ci aiuta non perderci.
Maurizio Peretti che ha mantenuto la promessa fatta per i sentieri.
l’amministrazione comunale di Brenzone, molto attento alle problematiche del territorio, anche dse arrivano da non residenti.
Putiferio che è sempre divertente incontrare e scambiare opinioni, anzi tutta la famiglia Bonafini, che con enormi sforzi da soli, portano avanti vecchi mestieri e antiche tradizioni.

Santa Caterina d’Alessandria – giorno festeggiato 25 Novembre


Questa è la Caterina inafferrabile, senza notizie sicure della vita e della morte. Ed è la Caterina onnipresente in Europa, per la diffusione del suo culto, che ha poi influito anche sulla letteratura popolare e sul folclore. Parlano di lei alcuni testi redatti tra il VI e il X secolo, cioè tardivi rispetto all’anno 305, indicato come quello della sua morte. Ed ecco come emerge la sua figura da questi racconti pieni di particolari fantasiosi. Caterina è una bella diciottenne cristiana, figlia di nobili e vive ad Alessandria d’Egitto.
Qui, nel 305, arriva Massimino Daia, nominato governatore di Egitto e Siria (che si proclamerà “Augusto”, cioè imperatore, nel 307, morendo suicida nel 313). Per l’occasione si celebrano feste grandiose, che includono anche il sacrificio di animali alle divinità pagane. Un atto obbligatorio per tutti i sudditi, e quindi anche per i cristiani, ancora perseguitati. Caterina si presenta a Massimino, invitandolo a riconoscere invece Gesù Cristo come redentore dell’umanità, e rifiutando il sacrificio.
Massimino allora convoca un gruppo di intellettuali alessandrini, perché la convincano a venerare gli dèi. Ma è invece Caterina che convince loro a farsi cristiani. Per questa conversione così pronta, Massimino li fa uccidere tutti, poi richiama Caterina e le propone addirittura il matrimonio. Nuovo rifiuto, sempre rifiuti, finché il governatore la condanna a una morte orribile: una grande ruota dentata farà strazio del suo corpo.
Un nuovo miracolo salva la giovane (si ruppe la ruota), che poi viene decapitata: ma gli angeli portano miracolosamente il suo corpo da Alessandria fino al Sinai, dove ancora oggi l’altura vicina a Gebel Musa (Montagna di Mosè) si chiama Gebel Katherin. Questo avviene il 24-25 novembre 305. E alcuni studiosi ritengono che il racconto leggendario indichi, trasfigurandola, un’effettiva traslazione del corpo sul monte, avvenuta però in epoca successiva. Dal Gebel Katherin, infine, e in data sconosciuta, le spoglie furono portate nel monastero a lei dedicato, sotto quel monte.
A una sua biografia così poco attendibile si contrappone la realtà di un culto diffuso anche fuori dall’Egitto. La troviamo raffigurata nella basilica romana di San Lorenzo, in una pittura dell’VIII secolo col nome scritto verticalmente: Ca/te/ri/na; a Napoli (sec. X-XI) nelle catacombe di San Gennaro, e più tardi in molte parti d’Italia, così come in Francia e nell’Europa centro-settentrionale, dove ispira anche poemetti, rappresentazioni sacre e “cantari”.
La sua festa annuale è vista principalmente come la festa dei giovani. In Francia, Caterina diviene la patrona degli studenti di teologia e la titolare di molte confraternite femminili; e, in particolare, la protettrice delle apprendiste sarte, che da lei prenderanno il nome destinato a durare a lungo anche in Italia: “Caterinette”.
di Domenico Agassi (santiebeati.it)




 aggiungo che Santa Caterina si trova in alcuni bellissimi affreschi all’interno delle chiesette di San Pietro in Vincoli a Campo e San Antonio Abate  a Biaza

mando questo post a Giulia per la sua raccolta

6 responses to “carbonèra, minestra di castagne – Antica Fiera di Santa Caterina – 121a edizione

  1. grazie Bri, hai riacceso piacevolissimi ricordi del Lago..e m hai ricordato che è ora di portare dentro il limone.. cosa che ho fatto già, a dire il vero, da alcuni giorni, percè è arivato in anticipo il freddo. Ieri era una giornata di sole piacevolissima, oggi piogia con anche falive di neve qui a Padova.Brenzone è un carinissimo posto. Mi sono innamorata del suo porticciolo la scorsa primavera… Un'ultima cosa.. oggi su Google si ricorda il 65° compleanno di Pippi Calzelunghe.. e in considerazione che hai un tag 'dedicato' suppongo ti piaccia e la senta tua non solo per nazionalità. Quindi.. auguri da parte mia!!!Continua a raccontare… lego sempre con piacere.Un saluto da Padova piovosa e fioccheggianteClelia

  2. Blog di Cucina ed i cioccolatieri artigiani Fratelli Gardini ti invitano a partecipare al Contest “Cioccolato…che passione!”.Clicca qui per maggiori infoAspettiamo la tua ricetta!

  3. clelia, eh sì Brenzone è un posto da favola.la prossima volta vai un po' più in là e ti fermi a Cassone, è ancor più incantevole di Castelletto.adoro quel posto.sai che non sapevo, grazie :DDDa presto con un'altro racconto di questo meraviglioso posto.Laura, grazie vengo subito a vedere!!Buon 1 avvento, amichebaciussbrii

  4. Ho il pc con tastiera 'andata' : scusate per le doppie mancate.Ho visitato Cassone, coccolisso paese!! Confido di poter ritornare la prossima primavera per riuscire a fare un pò di nordic..Messo fuori i cuori di dell'Avvento, due rossi e due verdi legati da un nastrino blu . Tanta serenità a tuttiClelia

  5. clelia tesoro, secondo te mi ero accorta?anche dopo quasi 30anni in Italia il mio italiano è quello che è!!:DDDDio ti aspetto!baciussBrii

  6. Pingback: Venerdì vegetariano : Taccole gratinate | briggishome

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