Carpaccio in Insalata – Carpaccio salad (it)

Carpaccio in insalata - Carpaccio salad

Non impasto più. Ho smesso un’anno fa quando abbiamo iniziato i lavori in casa,   sono rimasta 5 mesi senza cucina e quando finalmente è arrivata, ci sono voluti altri 2 mesi per sistemarla. Poi non so..mi sono persa. Adesso qualche volta le amiche mi chiedono..”ma perché non impasti più”. Non lo so, forse ho perso il feeling, la voglia, la grinta.
Non so.  Non che cucini grande cose, adesso che potrei con lo spazio grande che ho..faccio cose veloci e semplicissimi.
Ma sono felice, un po’ mi dispiace non aver avuto tutto questo spazio quando eravamo in mille, ma mi sto godendo la vita “a due” .
Flo ed io siamo stati poco da soli, i figli sono arrivati quasi subito e in battibaleno eravamo in 6 -8-10, sempre la casa piena di bambini, amici, parenti.

a piece of the new kitchen :))

E’ bellissimo, perdo più tempo apparecchiare che cucinare.

Dinner 18th june 2014

Lunch 8th may 2014

Dinner 15th Feb 2014

Ho sempre una montagna di tovaglie, tovagliette, runner e tovaglioli da stirare.
Sono sempre stata una patita del tovagliolo di stoffa, le bavaglie le ho eliminate penso intorno all’anno.
Mi facevano e mi fanno tutt’ora schifo. Toccava usarli all’asilo..ma qui a casa, no.

L’altra cosa fantastica è di non aver orari, in due ti organizzi come vuoi. Non ci sono più orari di scuola da rispettare.
Mi regolo solo in base agli appuntamenti di lavoro che ha Flo, Sofi che abita ancora in casa è come non averla, tra massacranti orari di lavori e una vita sociale/moroso piena ci vediamo poco.
Non so quanto durerà, ma intanto godo la tranquillità, la solitudine, la pace. Mi piacerebbe anche godere del silenzio, so che c’è ma io non lo sento, con l’acufene il mio mondo è costantemente pieno di rumori.

Questa “ricetta” è più che altro un’idea.
Avevo mio suocero a cena e non sapevo cosa fare, doveva essere qualcosa di leggero, lui non mangia molto la sera e non vuol fare tardi.
Avevo del carpaccio, ma non era bellissimo e così l’ho fatto a pezzi e l’ho condito in insalata.
Quindi questo come antipasto è stato perfetto.
E’ piaciuto moltissimo.

Carpaccio in insalata - Carpaccio salad

Carpaccio in insalata

Carpaccio in insalata - Carpaccio salad

Vi serve:
carpaccio di manzo
cipolla di tropea
pomodori secchi a filetti sotto olio
olive nere snocciolate piccanti
cetrioli sotto aceto
Capperi sotto aceto

per la vinaigrette
olio di oliva extravergine del Garda (anche delle colline moreniche di Caprino va bene :D)
Aceto di mele
pepe
un cucchiaino di senape forte
erba cipollina tritata

Preparate la vinaigrette emulsionando gli ingredienti.
Tagliuzzate il carpaccio e condite con metà della vinaigrette.
Poi in un grande piatto di portata, mettete sul fondo la cipolla tragliata a rondelle sottili (taaaanta)
sopra aggiungete pomodoro a filetti, olive e capperi tritati grossolanamente e i cetrioli.
Versate il restante vainagrette sulle verdure e mescolate (io lo faccio con le mani alla “Jamie” :D)
Aggiungete il carpaccio e mescolate ancora.
Servite insieme a del potatis sallad o con del semplice pane nero.

Carpaccio in insalata - Carpaccio salad

Questa ricetta va a Lucia di Torta di Rose che ospita noi e WHB questa settimana.

Thanks to, Kalyn di Kalyn’s Kitchen for this lovely idea and
Haalo,Cook (almost) anything at least once for managing successfully this event.
And also for giving me the opportunity to manage the Italian Version of WHB

Grazie a, Kalyn di Kalyn’s Kitchen che ha avuto questa bellissima idea ed a
Haalo,Cook (almost) anything at least once che ora organizza l’edizione Inglese e
che mi ha dato l’opportunità di organizzare l’edizione del WHB in Italiano.

whb439

Chlodnik -Zuppa fredda di barbabietola (it)

Clodnik - Cold Polish beet soup - Zuppa fredda alla babrbabietola

In questi giorni con l’acufene a mille, le vertigini ogni girata di testa e una stanchezza infinita che non capisco..traggo conforto dalle bellezze che mi circondano.
2 passi sul Baldo fanno tornare la fiducia in se stessi, la forza di non mollare e la voglia di fare un sacco di cose..

view of the lake from Baito e. Turri

I colori in questa stagione sono brillanti, i fiori sbocciano tutti insieme e il cielo che sia terso, nuvoloso o grigio e basta mi rendono felice. Basta una boccata d’aria, uno sguardo in su, una bella sudata e l’immaginazione del silenzio (il silenzio che non sento più da quasi 10 anni..non avete idea quanto mi manchi)
e ho di nuovo voglia di fare, combattere e andare avanti.

Costabella
Anche noi dell’abbecedario culinario andiamo avanti, Polonia è l’ultima tappa…
ma mica ci feriamo vero? C’è tutto il mondo la fuori che ci aspetta! :D

In Novembre Niki (figlio n°2) è stato in Polonia (ci è tornato un sacco di volte da allora) ed io l’ho whatsappato fino all’esaurimento di comprarmi un libro di ricette polacco. L’ha fatto è questo è la prima ricetta che ho provato (quella più facile neeee)

Per avere un colore viola usate le barbabietole invece delle gambi oppure usate il succo concentrato di barbabietole come dice la ricetta e io non ho trovato.
Io ho usato l’acqua di cottura dei gambi delle barbabietole, ecco spiegato il colore orribile.
Ma, se avete coraggio..lo fate ed assaggiate e ne sarete sorpresi!!
Servite freddissimo, con o senza uova sode.
Buonizzimo!!!

 

Chlodnik
Clodnik - Cold Polish beet soup - Zuppa fredda alla babrbabietola

Vi serve

4-5 gambi teneri di barbabietola ( o due barbabietole fresche)
1/2 cucchiaino di sale (che io per ovvi motivi non ho messo )
2 cetrioli pelati e tagliati a cubetti
6 ravanelli a rondelle
3 cucchiai di aneto fresco tritato (un piccolo mazzo)
2 cipollotti tagliati a rondelle
250ml di yogurt magro (o se lo volete più denso, greco)
250ml di buttermilch o kefir
120ml di panna acida
pepe come se piovesse

per servire 3 uova soda tagliati in quarti

Tagliare gambi e foglie e mettere in una pentola, coprire appena con acqua e cuocere per ca 15min.
Lasciare raffreddare e poi versare tutto in un frullatore (bimby) aggiungendo cetrioli, ravanelli, cipollotti, yogurt/buttermich/panna acida e aneto:
Frullate fino ad ottenere una crema liscia.
Far raffreddare e servire con le uova soda.

Oppure :
Cuocete le barbabietole pelate e tagliati a pezzi. Lasciate raffreddare e poi frullate fino ad ottenere una crema liscia.
Aggiungere il resto degli ingredienti e mescolare.
Mettere a raffreddare e servire con le uova soda.

Clodnik - Cold Polish beet soup - Zuppa fredda alla babrbabietola

Questo va a Anna di Cucina Precaria che ospita Polonia e noi dell’Abbecedario Culinario :D

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Presentando WHB #439 (it)

Benvenuti al WHB di questa settimana.
Ringrazio  Kriss di tutto a occhio che ci ha ospitato la settimana scorsa e vi invito da lei, vedere il suo raccolto estivo.
Questa settimana siamo a casa di Lucia di Torta di Rose, che ci ospita si in Italiano che in Inglese.
Venite con me?
:)

                                                                    WHB #439

 

 

whb439

 

Dal 23 Giugno al 29 Giungo 2014

e links:

Kalyn di Kalyn’s Kitchen

Haalo, Cook (almost) anything at least once

Brii, Briggishome

se non avete un blog potete participare lo stesso,

ma vi chiedo di allegare una foto di quello che scrivete.

altre indicazioni qui

spedite la vostra mail a:

tortadirose.blog@gmail.com

con il post entro

Domenica 29 giugno 2014

Ore 15 Utah

Ore 21 Londra

Ore 22 Roma

ore 8 Melbourne

Chlodnik – Cold Polish beet soup – WHB #438 (en)

Clodnik - Cold Polish beet soup - Zuppa fredda alla babrbabietola

Busy days, I thought not working anymore would leave me a lot of time to stay at home. But, the days are long, the light is bright, and the Monte Baldo is so inviting.

view of the lake from Baito e. Turri

I thought I would miss the guiding, in fact I do..but not as much as I thought I would.
Perhaps the decision was right, it was time to stop, to take a deep breath and think of myself.
My disease is not getting any better, I’ve totally lost the hearing on my left ear, and sometimes things around me starts to spin around. It is sometimes is a problem when I’m walking, gaining height, but naturally this doesn’t prevent me still climbing up.
:)

Costabella
Poland is our last stop over in this so funny, constructive and interesting journey with the European Community Culinary ABC.
Of course it doesn’t stop here…the whole world is waiting for us! :D

Last November Niki (son n°2) was in Poland, and I kept whatsapping him to buy me a polish cookbook. He did.

This is the first recipe I tried.
To have a lovely purple color you should use the beet roots and not only the young beet root steams like I did.
I didn’t find andy beetroot concentrate, so that is also why my soup looks vey grey-greenish.
But despite the ugly not-inviting color, I assure you it is good!
Serve very cold, with or without hard boiled eggs.
Yummy!!!

Chlodnik
Clodnik - Cold Polish beet soup - Zuppa fredda alla babrbabietola

You need:

1 bunch of 4 or 5 young, tender beetroot steams
½ teaspoon salt
2 cucumbers, peeled and grated
6 radishes, grated
3 tablespoons fresh dill, chopped
2 green onions (white and green parts), chopped (I used spring onions)
4 cups plain yogurt
4 cups kefir or buttermilk
1 cup sour cream
salt and pepper, to taste
3 hard boiled eggs, quartered

Dice the stems and the leaves
Add the chopped stems to a large soup pot
Add enough water just to cover the beets, add salt
Simmer until tender, about 15 minutes
Cool the beet mixture
Add the cucumbers, radishes, dill, green onions, yogurt, kefir, and sour cream.
Season with salt and pepper
Chill and serve garnished with hard boiled egg

Clodnik - Cold Polish beet soup - Zuppa fredda alla babrbabietola

This goes to Kriss from Tutto a occhio hosting us and WHB this week.

Thanks to, Kalyn di Kalyn’s Kitchen for this lovely idea and
Haalo,Cook (almost) anything at least once for managing successfully this event.
And also for giving me the opportunity to manage the Italian Version of WHB

Grazie a, Kalyn di Kalyn’s Kitchen che ha avuto questa bellissima idea ed a
Haalo,Cook (almost) anything at least once che ora organizza l’edizione Inglese e
che mi ha dato l’opportunità di organizzare l’edizione del WHB in Italiano.
whb438

rolka z mak – rotolo ai semi di papavero (it)

culinary tour around the world: poland

Ultimissima tappa dell’abbecedario…siamo in Polonia, altro paese che mi piacerebbe visitare.  Ci stavo quasi per andare questo fine settimana, Sofi (figlia n°4) ha una passione sfrenata per concerti e aveva adocchiato un festival a Varsavia dal 13-15 Giugno, ma poi non le hanno dato il giorno libero che le serviva così siamo andate a Zurigo a sentire (lei è andata, io sono rimasta in albergo) Kings of Leon. Io ero un po’ delusa…avevo visto l’occasione visitare Varsavia dove non ci sono mai stata e che mi intriga, mi incuriosisce da anni.
Non mi è andata troppo male però..sono andata a Madrid trovare Gokki, anche Madrid mi mancava da visitare.

Domani sera ho invitato la famiglia sparpagliata in giro a cena. Ho bisogno di cavie per dei piatti polacchi che voglio provare.
Ma nel blog ho trovato questo dolce postato taaanto tempo fa (2009), quando ho partecipato ad un’altro giro del mondo culinario.  Tra le varie tappa c’era appunto Polonia.

La ricetta viene da libro:

dolci di natale da tutto il mondo
nicoletta negri nathalie aru
ed. fabbri

350gr di farina00
90gr di zucchero
20gr di lievito fresco
110ml di latte
1 uovo sbattuto
60gr di burro fuso
25gr di mandorle tritate tostate

per il ripieno:
100gr di semi di papavero
80gr di zucchero
80gr di uvetta passa
50gr di mandorle a filetti o tritate
50gr di scorza di arancia e limone
1/2 cucchiaino di cannella

 

mescolare la farina con lo zucchero.
sciogliere il lievito nel latte (non più¹ di 37°)
versare il latte sulla farina e poi aggiungere le mandorle tostate (in padella senza grasso)
l’uovo leggermente sbattuto ed il burro fuso.

lavorate l’impasto energicamente per ca 10min.
formate una palla e lasciate lievitare fino al doppio.

raccogliere i semi di papavero in una ciotola e coprili di abbondande acqua bollente.
lasciare raffreddare completamente e poi filtare con un colino finissimo.
far cuocere i semini scolati nel burro per 2min, poi aggiungere lo zucchero, l’uvetta, le mandorle e la cannella. mescolare e poi lasciare raffreddare coompletamente.
stendere l’impasto in un rettangolo 30x 40 (piu¹ o meno)
distribuire sopra il ripieno uniformemente e lasciare libero un bordo tutto attorno di 2cm.
arrotolare la pasta nel senso della lunghezza, premendo con le dita per sigillare le estremità .
adagiare il rotolo sulla placca del forno (coperta di carta forno) con l’apertura verso il basso.
lasciare lievitare fino a raddoppio del proprio volume.
infornare a 190° per a 30min.

se si desidera una superficie piu’ lucida spennellare con un uovo sbattuto prima di infornare

Questa ricetta va ad Anna di Nastro di raso che ospita Polonia e noi.

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Presentando WHB #438 (it)

Benvenuti al WHB di questa settimana.
Ringrazio  Haalo di Cook (almost) anything at least once che ci ha ospitate la settimana scorsa e vi invito da lei per vedere il suo goloso raccolto.
Questa settimana torniamo in Italia e andiamo visitare Kriss di Tutto a occhio che ci ospita sia in Italiano che in Inglese.
Pensavo di portare qualcosa di svedese…voi che fate?
:)

                                                                    WHB #438

 

whb438

 

 

Dal 16 Giugno al 22 Giungo 2014

e links:

Kalyn di Kalyn’s Kitchen

Haalo, Cook (almost) anything at least once

Brii, Briggishome

se non avete un blog potete participare lo stesso,

ma vi chiedo di allegare una foto di quello che scrivete.

altre indicazioni qui

spedite la vostra mail a:

cristina.graffi@gmail.com

con il post entro

Domenica 22 giugno 2014

Ore 15 Utah

Ore 21 Londra

Ore 22 Roma

ore 8 Melbourne

Tarator (it)

Tarator - Bulgarian Cucumber & Yogurt soup

Bulgaria penultimo paese del nostro viaggio dell’Abbecedario culinario Europeo.
Devo confessare che era il paese che avrei voluto ospitare.
“Perché non l’hai detto”..
mi chiese Aiù l’altro giorno quando ci siamo viste ad Olten.
Perché speravo che mi capitasse, ma mi andava bene un qualsiasi paese dell’est.
Avevo deciso fin dall’inizio che ci sarei andata..qualsiasi paese mi che fosse dato.
Sono felicissima che mi sia stato dato Lettonia, è stata una piacevolissima sorpresa.
Poi averla vista in inverno, con il freddo, il ghiaccio, la neve e il vento gelido mi è piaciuto tantissimo.

Sono anni che ci voglio andare in Bulgaria, non (solo) per le sue bellissime spiagge del mar Nero, e nemmeno
(solo) per visitare la magnifica capitale Sofia..
No, e’ da quando Flo mi chiamò da Sofia ca 15anni fa e mi disse…”ti devo portare in Bulgaria..qui c’è un posto che devi vedere, anzi un’intera valle da vedere”.
All’epoca Flo lavorava in Macedonia e faceva su e giù per la penisola balcanica, la Grecia, la Bulgaria.
E’ che ci devi andare in Maggio/Giugno..ti dimentichi e hai perso l’attimo e devi aspettare l’anno prossimo..o quello dopo, dopo, dopo…
Sto parlando della valle delle Rose.
Ho trovato un video che vi mostra la festa di quest’anno…non viene voglia andarci anche a voi??
:)

Ci coltivano la Rosa Damascena, originaria del Medio oriente, La rosa di Damasco.
Profumatissima.
Sul sito “tra fiori e piante” possiamo leggere

IN BULGARIA, LA VALLE DELLE ROSE

La Valle delle Rose è ricoperta da roseti di damascena, da Kazanlik ad est (con i suoi 62.750 abitanti), sino a Kusoura ad ovest (con una popolazione di circa 1.000 abitanti). Tra queste due città si trova la città di Korlovo (con circa 27.500 abitanti). La Valle ha una lunghezza di 80 km, con una larghezza che varia da pochi chilometri sino a 10-15 chilometri. È circondata da montagne, alcune con un’altezza che supera i 2.000 metri, come ad esempio il Monte Botev alto 2.376 metri. L’altitudine della valle oscilla tra i 500 e 700 metri.

Salvo che in annate eccezionali, come il 2002, la temperatura non scende mai al di sotto di 0° C; se nevica, lo scioglimento della neve è rapido.
La fìoritura avviene da metà maggio a metà giugno. In quel periodo la temperatura è di circa 20° C a metà giornata.

Come già detto precedentemente, la raccolta avviene da metà maggio a metà giungo (la festa delle rose a Kazanlik e a Karlovo si svolge durante il primo fine settimana di giugno).
La raccolta inizia alle 4 del mattino e termina alle 9, dopo quest’ora, diventa troppo caldo e le sottili e fresche note della rosa andrebbero parzialmente perse. Però si possono vedere raccoglitori e raccoglitrici all’opera tra le 9 e le 15: queste rose, già molte aperte, sono destinate principalmente alla produzione di confettura di rose.

 

DALLA RACCOLTA ALLA DISTILLAZIONE

Circa 100 tonnellate di rose il giorno sono raccolte in Bulgaria tra le quattro e le nove del mattino, 3 tonnellate e mezzo di rose danno circa un chilogrammo d’essenza di rose per la profumeria; nel giro di 50 giorni si raccolgono 5.000 tonnellate di fiori in Bulgaria ed altrettanto in Turchia, Un totale di 10.000 tonnellate di fiori l’anno.
A Kilsoura si possono vedere ancora oggi delle distillerie del 1780 (distilloirs – alambicchi). Nel 1909 erano 80, oggi ne rimangano poche, le altre sono scomparse nel periodo compreso tra il 1909-1966 e sono state rimpiazzate da distillerie più moderne.
Anche a Tcherganovo, è visitabile una distilleria del 19° secolo, chiusa nel 1966 e rimpiazzata con una distilleria del 20° secolo.

In passato l’arrivo delle rose in distilleria avveniva con carrozze trainate da cavalli, ai giorni nostri con l’impiego d’automobili e deposito dei sacchi nella distilleria.
Una volta in distilleria i sacchi contenenti i petali di rosa vengono contati e pesati; quindi si versa il loro contenuto nella vasca/serbatoio dove le rose sono mescolate ad acqua calda preriscaldata. Ogni sacco contiene circa 30 Kg di petali di rose, un carico totale è di circa 700 Kg di rose e qualche tonnellata d’acqua.
Nel momento stesso della chiusura dei serbatoi inizia il processo di distillazione del profumo per mezzo del vapore che trascina il profumo. La distillazione completa richiede qualche ora.

ALCUNE CIFRE SULLA PRODUZIONE

La produzione attuale è di 10.000 tonnellate di rose tra Bulgaria e Turchia. La produzione di questi due paesi corrisponde a circa il 90-95 % della produzione mondiale, con il restante 5% coltivato in India. Con la distillazione si ottengono annualmente 1.500 kg d’essenza di rose; la differenza è ottenuta sotto forma di cera, mediante estrazione e non distillazione.
La resa di 3,5 tonnellate di rose è di circa 1 kg d’essenza, cosa che spiega il prezzo elevato sia per chilo di essenza (che varia da 3.000 a 5.000 Euro), sia dei grandi profumi.
Un semplice calcolo per valutare il lavoro in cifre. Ogni anno si raccolgono 10.000 tonnellate di rose, in altre parole 10 milioni di kg. Ogni rosa pesa circa 5 grammi, ci vogliono 200 rose per ottenere un raccolto di un kg di rose. Il lavoro di raccolta è di 2 miliardi di rose. Ogni rosa damascena ‘Trigintipetala’ ha 30 petali, come indica il suo nome.
L’industria impiega ogni anno 60 miliardi di petali di rosa! Ossia 10 petali per ogni essere umano al mondo o un terzo di rosa per ognuno. D’altronde, oggigiorno si vende un numero di rose pari al numero di donne sulla terra (3 miliardi). Come per il vino, ci sono annate buone ed annate cattive. Il 2002 è stata un’annata eccezionalmente cattiva per via delle forti gelate, con punte di – 20°C nella valle delle rose. Il 2003 è stata un’annata media, ed il 2004 si presenta come un’annata buona.

L’ESSENZA DI ROSE BULGARE

L’analisi scientifica ha fatto grandi progressi nel campo dei prodotti naturali, infatti, per quello che riguarda la Rosa damascena sono stati identificati 8 prodotti nel 1900, venti nel 1953, 50un ‘Naso’ di Grasse nel 1961, 200 nel 1970 e 400 nel 2000.
Certi componenti sono presenti in grandi proporzioni nell’essenza di Rosa damascena. Per converso, altre componenti chimiche sono presenti solo in traccia come il damascenone, presente in quantità di sole 50 parti per milione. Il damascenone è un corpo chimico almeno 1000 volte più forte (in odore) del Phenylethyalcool (acqua di rose). Questo vuol dire che è come avere, olfattivamente, 5% di damascenone, con lo stesso ordine di grandezza dei prodotto presenti in grandi quantità o di potenza olfattiva normale.
Grazie alla loro fortissima potenza, i prodotti in traccia sono importanti tanto quanto i prodotti in massa ponderale a percentuale elevata. Non bisogna dimenticare che la rosa è una cosa viva. Le percentuali di prodotto variano dallo sbocciare della gemma alla caduta dell’ultimo petalo. Inoltre ci sono variazioni diurne e notturne di produzione di componenti odorifere. L’analisi nasale rimane di gran lunga superiore all’analisi chimica.

LE SOTTILI SFUMATURE DELLA ROSA DAMASCENA

Odore floreale, di rosa, naturalmente, con sfumature d’agrumi, (limone, arancio, pompelmo, agrume solforato quest’ultimo), note d’erbe aromatiche (verbena-cedrina-camomilla) e note verdi d’erba di prato, fruttate (viti, cognac e rhum) e delicate sfumature dette balsamiche, marine (odore d’ostrica) ed altre che non sto qui ad elencare…
I profumieri parlano per questa rosa di un aspetto montante (lift) con in testa una nota fresca molto marcata e tipica, un cuore con nota rosata classica e sfumature di fondo, che conferisce dolcezza, tenacità, sostanza.

UTILIZZO DELLA ROSA
In Profumeria

Nella tabella viene proposta una lista non esaustiva dei profumi del XX secolo dove la rosa gioca un ruolo molto importante. La rosa bulgara non è certamente stata usata soltanto negli estratti femminili. Grazie al suo lift, la troviamo anche in numerosi cosmetici, come per esempio l’Acqua di rosa della Bulgaria, e in prodotti desinenze (creme, shampoo, saponi…). E vi sono applicazioni minori, tipicamente bulgare, come salviettine rinfrescanti ‘lavamani’ e piccoli souvenir che contengono una goccia d’estratto di rosa. Senza dimenticare le candele alla rosa che conoscete tutti.

Aromi

Le confetture, i tè, come quelli dalla Cina (Hong Kong), i liquori alcolici e non alcolici per uso in cucina (i crostacei si sposano molto bene con una salsa di petali di rose non zuccherata…). Ed infine, meglio conosciuti in tutta Europa, i gelati alla rosa, senza dimenticare le gelatine e lo yogurt.
TRE OSSERVAZIONI
Per i profumieri, le rose rappresentano, unitamente ai gelsomini, quello che sono il piano ed il violino nei concerti di musica classica per solisti o per duo.
Per l’ibridatore, creatore di rose, che saluto qui con gran rispetto per il suo paziente lavoro di creazione (1500 varietà sino ad oggi, con un 20% di varietà odorose ispiratrici per il profumiere), il mondo delle rose è molto di più di un sogno, è la vita.

 

CARTA D’IDENTITÀ

Nome: Rosa damascena ‘Trigintipetala’ (bifera officinalis) (detta “Rosa dei Profumieri)
Località: Bulgaria, Valle di Kazanlik (1689) o Kazanluk, Kazanlyck)
Origine: Medio Oriente (leggendario fiore di Damasco) Coltivazione: Balcani e Asia Minore, in Bulgaria e in Turchia
Segni particolari: contiene una percentuale significativa di Damascenone
Altezza: 1,80
Colore: rosa e rosa intenso
Diametro dei fiori: 5 cm, con 30 petali (da cui il nome ‘Trigintipetala’)
Padre: Rosa gallica officinalis
Madre: Rosa moschata
Raccolta dei petali: maggio-giugno, ogni giorno dalle 4 alle 9 del mattino”

La rosa damascena è un incrocio (si crede) tra la rosa gallica (la più antica rosa conosciuta e la rosa moschata, si ha trovato traccia di questa rosa in testi datati 900 a.C. Non si sa esattamente quando e dove sia nata la prima rosa selvatica. Si pensa che all’inizio si raccoglieva i cinorrodi perché commestibili.
Le prime rose erano bianche e rosa, le cinesi erano gialle, a 5 petali, semplici.
Non sono una grande amante di rose grandi, petolase e colorate. Mi piacciono rose piccole, semplice preferibilmente bianche, adoro la Banksia che è una rosa antica, selvatica, Cinese, rustica, rampicante e senza spine. Fiorisce una volta in primavera ma quando fiorisce ti fa trattenere il fiato da quanto è bella.

Rosa banksiae Alba Plena

Mi ha dato molta soddisfazione una rosa moderna (1976) di Holmes che si chiama appunto Sally Holmes. Fiorisce ripetutamente per 3 mesi e fa tantissimi fiori, grandi in una sfumatura delicata tra bianco, rosa e albicocca.

Sally Holmes
Poi ho una rosa rossa, che non mi ricordo come si chiama..ma è speciale.
Era l’unica sopravvissuta del vecchio giardino della Bisnonna Reneè.
E’ stata da mia suocera Iris per tantissimi anni e poi l’ho “ereditata” io.
Non amo molto queste rose così grosse, rose e sfacciate..ma questa per ovvi motivi ha un posto speciale nel mio cuore.

nonna reneè

Ma non mi dispiacerebbe fare un trekking in Bulgaria..p.es la grande Traversata della Stara Planina..dalla frontiera Serba al mar Nero. Ma mi accontenterei anche di qualche giorno fare la Chernatitsa Traverse (Rodopi Nord-orientali) sul confine tra Bulgaria e Grecia.

Mentre ci pensiamo, studiamo, ci mettiamo d’accordo..mangiamo una zuppa fredda bulgara…

Tarator – zuppa fredda di cetriolo e yogurt (strepitosa)

Tarator - Bulgarian Cucumber & Yogurt soup

Vi serve
un cetriolo sbucciato e tagliato a pezzi
yogurt bianco magro (o greco per più cremosità)
cipolla
aglio (anche no)
aneto fresco
noci spezzettate
ah ed il tocco della Brii…CUMINO!!! :)

Tutto nel bimby….frullare tutto (non noci e cumino) fino ad ottenere una zuppetta cremosa.
Mettere in freezer un 20min prima di servire.
Cospargere di noci spezzettate e cumino a volontà.

Brigida_ate:
Mi arriva un whatsapp da Niki..
“Mamy mi inviti a pranzo”.
“Certo..oggi piatto Bulgaro!!”
“Oddio, e sarebbe???”
“eh no..sorpresa..vieni vieni anche tuuuuuu! :D”

E’ venuto, ha mangiato e ha anche chiesto il bis!
Oh yeah!
:)

Tarator - Bulgarian Cucumber & Yogurt soup

Questa (ennesima versione della) ricetta del Tarator va a Paola di nastro di raso che ospita noi e la tappa Bulgara!
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