Category Archives: secondi di carne

Bollar i karry sovs (it)

Bollar i Karry sovs - Meatballs with currt sauce

Oggi è stato una giornata dal tempo nordico.
Cielo azzurro, vento fresco, temperatura ottimale, sole che scaldava ma non bruciava.
Sembrava di essere in Danimarca.
Eh sì, forse i mesi più belli da visitare il Nord sono Giugno e Luglio.
Le giornate sono tiepide (confrontati con le nostre), le sere sono luminosissime e fresche.
(mai girato senza golf la sera quando vivevo su :-D )
Ma ti possono capitare giornate grigie uggiose anche d’estate.
Con il cielo ed il mare che non si distinguono, si confondono, si abbracciano.

Copenhagen tour 18 July 2011

E’ bellissimo andarci in macchina (se avete tempo), consiglio l’attraversata da Puttgarden – Rødby.
Amo moltissimo arrivare da lì, mi piace guidare passando la Germania da sud a nord, dopo ore e ore di asfalto
arrivi e vedi le prime dune, poi solo sabbia e erba piegata dal vento.
POi vedi il mare, il mare color grigio ferro, profondo e freddo.
Senti l’odore salato, i gabbiani che garriscono (beh l’ho trovato su google, non so se davvero il gabbiano garrisce :-D )
Io mi emoziono tutte le volte.
Sembra strano, sono qui da oltre 30anni eppure mi emoziona sempre sia arrivare su, come mi emoziona altrettanto tornare qui.
Il mio cuore, la mia mente, la mia anima è divisa tra i due.
Il freddo, silenzioso, sbiadito nord ed il caldo, colorato, movimentato sud.
Come arrivi in Danimarca le strade diventano più strette, i campi si moltiplicano verso l’infinito e i paesi sono piccoli e raccolti.
Passi da una nazione come Germania in costante movimento ad un paese che profuma di grano, di mare salato e va a passo d’uomo.
Se andate in aereo, basta uscire da Copenhagen e troverete i campi ed i piccoli paese raccolti intorno la loro chiesa in mezzo la piazzetta.
Spero che dopo questa permanenza con l’abbecedario vi sia venuta voglia di andare in Danimarca.
Vi assicuro che non sarete delusi.

Eh sì, oggi sembrava di essere in Danimarca….
:-)
Blue & green 12 may 2013

Tonale & Rocca di manerba 12 may 2013

Bollar i karry sovs
La ricetta trovata qui
500 gr. macinato misto maiale-manzo (scelto bio)
1 cipolla grattugiata (2 scalogni tritati)
3 cucchiai di farina (farina di riso)
un bicchiere piccolo di latte (non messo)
1 uovo
sale (no)
pepe.
acqua
dado vegetale

Bollar i Karry sovs - Meatballs with currt sauce

Mettere tutti gli ingredienti in una ciotola ed impastare a mano. Se risultasse troppo molliccio, aggiungere altra farina.
Formare delle polettine piccole e cuocerle nel brodo vegetale.
Togliere le polpettine dal brodo e filtrarlo. Tenere brodo e polpettine a parte.

Bollar i Karry sovs - Meatballs with currt sauce

per la salsa al curry:
1 cipolla o 2 scalogni tritati
curry a volontà
farina di riso
2 cucchiai di panna acida
una mela acidula (ho usato una Fuji)
brodo vegetale
olio di oliva extravergine

Bollar i Karry sovs - Meatballs with currt sauce

Rosolare la cipolla/scalogno in poco olio di oliva, aggiungere farina e curry come per una besciamella.
Aggiungere il brodo vegetale sempre mescolando finchè non si ha una “besciamella” cremosa ma un po’ liquida.
Filtrarla rimetterla in pentola ed aggiungere la panna acida e la mela grattugiata. Cuocere ancora per qualche minuto, poi aggiungere le polpettine riscaldar il tutto e servire subito.
Consigliato insieme un riso bianco pilaf a chicco lungo.

Bollar i Karry sovs - Meatballs with currt sauce

Bollar i Karry sovs - Meatballs with currt sauce

Leonilde ed il suo blog Le affinità elettive

Abbecedario Culinario della Comunità Europea

Le regole, le nazioni, i blog ospitanti li trovate su in alto nella home, sottoAbbecedario Culinario Europeo.

Invece la raccolta delle ricette arrivate le trovate come sempre sul blog dellaTrattoria Muvara – Abcincucina.

 

 

Leverpostej (it)

Kylling leverpostej- patè di fegatini di pollo

La mia migliore amica da ragazzina si chiamava Anne ed è danese.
Da piccola ho cambiato non so quante case, i miei sono eterni indecisi.
Dal appartamento al 2 piano, al 7, con 2 stanze, 3 stanze,con la cucina verso il nord, ma forse è meglio verso l’ovest… da questo a quel quartiere…era un continuo inscatolare e spacchettare.
Adesso che sono 28 anni che vivo nello stesso posto mi sembra ancora incredibile! :-)
Avevo cambiato l’ennesimo appartamento, cambiato l’ennesima scuola (a Malmö
all+epoca praticamente ogni quartiere aveva le sue scuole elementari/medie)
e qui a Rosengårdsskolan, Anne si siede vicino a me e mi dice “Hej, jag heter Anne, vad heter du?” (ciao mi chiamo Anne, tu come ti chiami?)
Avevamo 9 anni.
Qui con i primi pantaloni cucite da noi…ovviamente uguali!
:-)
Anne & Jag på Almgården -77

Qui a casa di Karin prima di far serata
anne & jag i Karins dusch-78

La prima vacanza da “grandi” l’abbiamo fatto insieme (con Kate e Karin) andando
a LLoret de Mar a 17 anni (lei ne aveva 16 perché fa gli anni il 18 novembre).
Ci siamo divertite un sacco (anche se quelle foto non le trovo)
Dopo le medie abbiamo scelto scuole diverse ma siamo sempre rimaste in contatto.
qui nel 79 a fine scuola
Skolavslutning 79

La famiglia di Anne era grande e rumorosa. La invidiavo tantissimo i suoi 3 fratelli; Henning, Ulla-Britt e Björn.
La mamma di Anne, era Tagesmutter e teneva sempre un sacco di bambini sia di giorno che di notte.
La sua casa era il dritto contrario della mia, silenziosa e superordinata…da loro sempre musica a tutto ballin, bambini che urlavano e si rincorrevano e la casa un campo di battaglia.
:-)
Da lei ci stavo sempre moooolto volontieri.
E spesso e volentierissimo ci facevamo mackor med leverpastej (fette di pane con patè di fegato)
Non riesco pensare a niente di più danese che il leverpastej, come lo chiamano loro Leverpostej.
Questo piatto è completamente fuori da quello che mi è consentito.
Non l’ho potuto assaggiare, ma Flo e Niki mi assicurano che è venuto buonissimo.
Come abitudine non ho aggiunto sale, la pancetta è già salata di per se, secondo me.

Leverpostej

Leverpostej- patè di fegato

la ricetta viene dal libro i Patè di Jole Giordano Libenzi.
ed.A.Vallardi
Ho fatto 1/2 dose

Leverpostej- patè di fegato

800gr di fegato di maiale (bovino)
400gr di pancetta
50gr di burro (non messo)
4dl di panna da cucina (messo panna acida 4 cucchiai)
1 cipolla
1 cucchiaio di pasta d’acciughe
2 uova
2 cucchiai di farina bianca (di riso)
chiodi di garofano in polvere
fettine sottili di lardo per foderare la terrina (non le ho usate)
pepe
sale (non messo)

Tritare grossolanamente la pancetta e farla rosolare in un filo di olio extravergine d’oliva con la cipolla affettata.
Versare continuando mescolare la farina e la panna.
Cuocere per qualche minuto e togliere dal fuoco.
Pulire e passare al tritatutto (Bimby 30sec Turbo) il fegato e metterla insieme al resto degli ingredienti nella casseruola insieme alla pasta d’acciughe, il sale, il pepe ed una leggera spolveratina di chiodi di garofano.
Mescolare con cura, versare il composto in due piccole terrine con coperchio.
Chiudere i coperchi e cuocere a bagnomaria in forno 200° per 90min.
Lasciare raffreddare e va servita il giorno dopo fredda spalmata su pane.

Leverpostej- patè di fegato

Abbecedario Culinario della Comunità Europea

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Coq au vin – Pollo al vino (it)

Coq au vin

Forse il Trekking Francese più famoso è Il Cammino Francese del Cammino di Santiago de Compostela.
Inizia a St Jean Pied-de-Port, che letteralmente significa St. Jean ai piedi della montagna. I Pirenei per l’esattezza. Infatti chi inizia qui, inizia subito con la parte più dura dei 800km che lo separa da Compostela. Arrivare a Roncisvalle dall’altra parte delle montagne è bello impegnativo.
Ma del Cammino vero è proprio ne parleremo quando visitiamo la Spagna, adesso siamo ancora in Francia ospiti di Elena dello Zibaldone Culinario. I francesi sono sempre stati grandi camminatori e grandi esploratori, la loro CAF (Club alpin français 1874) è nata 11 anni dopo il CAI (Club Alpino Italiano 1863. Si impegnano (come il CAI, sono una orgogliosa iscritta al CAI) a mantenere sentieri, bivacchi e rifugi su tutto il territorio.
Ma io vorrei raccontarvi del Cammino di Stevenson o Chemin de Stevenson.
Coq au vin
E’ un attraversata di 212km da Nord a Sud, nelle Cévennes a nord-ovest della città di Nîmes.
Lo Chemin de Stevenson è un itenerario che di solito si percorre da nord a sud nella direzione seguita nel 1871
da Robert Luis Stevenson e dalla sua asina Modestine (infatti questo trekking si presta molto bene da fare con l’asino). Al di là delle suggestioni storico-letterarie, questo viaggio regala a chi lo percorre un’atmosfera unica, risultato dell’alchimia dei territori attraversati, tutti molto caratteristici, ma con un punto in comune, la lontananza della frenesia del mondo moderno.Lanciarsi sul sentiero di Stevenson vuol dire lasciare per qualche tempo (11 giorni previsti per il percorso) città e automobili e assaporare un mondo fatto solo di natura e vita agreste,
Non è un cammino con molto dislivello, si inizia sui 1000mt per toccare 1700 a Sommet de Finiels, il punto più alto del Mont Lozére e si finisce a Saint-Jean du Gard a 189mt. 3900mt di dislivello positivo del percorso. Se pensate che noi in un giro su in Costabella ne facciamo 1200mt totali in una giornata, 3900mt in 11 giorni non sono poi così tanti.
Credo che deve essere bellissimo, si parte in aperta campagna dolcemente ondulata, poi a Lagnogne si vedono i primi fitti boschi del Gévaudan (famoso la bestia di Gévaudan, mangiatore di uomini). I paesi qui vivono in un magnifico isolamento, e alcuni nome come quello di Notre-Dame-des-Neiges rafforzano poi questa impressione di isolamento e scatenano la fantasia.
(Di chiese della Madonna della Neve c’è ne sono 152 in Italia, ci sono 3 solo sul Monte Baldo.)
L’ultimo pezzo del cammino si lo fa seguendo il Gardon di Saint Jean, un torrente scavato nelle montagne delle Cévennes ricoperti di castagneti.
Si arriva a Saint-Jean-du Gard piccola animata cittadina del sud della Francia.
Coq au vin
C’è un sito internet (in francese e inglese) con tutte le informazioni necessesari all’organizzazione del trekking.
Chemin de Stevenson.
Lungo tutto il tragitto ci sono gites e alberghi per il pernottamento e si passa da un piccolo paese ogni giorni quindi anche per le provviste nn è un grosso problema.
Cosa carina da portarsi, potrebbe essere il “Viaggio nelle Cévennes in compagnia di un asino” di R.L. Stevenson, appunto.
:-)

Coq au vin
Classico della cucina francese.
Cotto nella mia nuova pentola in ghisa, trovata nell’angolo delle occasioni all’IKEA :-)

Coq au vin

La ricetta è della Cucina Italiana e ho tirato una riga sugli ingredienti che non ho usato.

Vi serve;
un gallo, kg 1,400 -
cipolline g 150 -
champignon, già puliti, g 100 -
carote g 100 -
sedano g 50 -
cipolla g 50 -
pancetta g 40 -
aglio -
zucchero -
farina – (farina di riso)
burro -
Cognac -
vino rosso robusto l 1,5 -
olio d’oliva -
sale -
pepe nero in grani

Coq au vin

Fiammeggiate il gallo per eliminare penne e piume residue; spuntategli il collo e le zampe, quindi tagliatelo in 12 pezzi che metterete a marinare per una notte in metà del vino rosso aromatizzato con un pizzico di sale e alcuni grani di pepe. Scolate quindi il gallo e mettete abollire il vino della marinata insieme con quello rimasto, finché il liquido si sarà ridotto a metà. Nel frattempo, salate, pepate i pezzi di gallo e rosolateli in un tegame insieme con la pancettaridotta a striscioline, un filo d’olio caldo e 2 spicchi d’aglio schiacciati; scolate via il grasso in eccesso, aggiungete la cipolla affettata a velo, spolverizzate il tutto con un cucchiaio di farina e fiammeggiate con un bicchierino di Cognac. A questo punto, bagnate la carne con la riduzione di vino filtrata, incoperchiate e lasciate cuocere per 60′ circa. Nel frattempo riducete a tocchetti regolari il sedano, affettate i funghi e le carote, lessate parzialmente le cipolline, quindi fate insaporire tutte queste verdure in una grossa noce di burro; salate e pepate. Quando il gallo sarà cotto, assaggiate il sugo (se risultasse acidulo correggetelo con una puntina di zucchero), trasferitevi le verdure al burro;e tenete sul fuoco ancora un paio di minuti; salate, pepate e servite subito, ben caldo.

Coq au vin

L’instancabile Abbecedario  della Trattoria Muvara è ancora in Francia e siamo ospiti da Elena Lo Zibaldone Culinario fino al 21 Aprile 2013

Abbecedario Culinario della Comunità Europea

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