
La cosa più bello dell’abbecedario che sei in giro per paesi che consoci, paesi che riscopri, pensavi di conoscere e/o paesi che non conoscevi affatto.
Poi è bellissimo conoscere nuovi blogger che iniziano, si aggiungono, vanno e vengono con noi.
Ma, è altrettanto bello chiedere a care amiche qualche loro ricetta preferita.
Come avevo fatto per Zuurkool & andijviestamppot met Appelmoes, che ho chiesto Volpina (si beh si chiama Elisa, ma lei sa perché la chiamo così :-***)
e lei mi ha dato uno dei piatti preferiti di suo marito Alex (olandese doc)
Questa volta, dopo l’ottimo e carico di bei ricordi Indrushaim della Nonna di Cristina, la nostra padrona di casa qui in Romania, ho chiesto ad Anca, la mia bella amica rumena di Matrioska Adventures di darmi una sua ricetta per l’abbecedario.
Vi invito leggere i suoi viaggi e le avventure di Michi
Ma mi è altrettanto piaciuto come Rosa Maria ha cercato un punto di contatto con la Romania(come per gli altri paesi) per essere più in sintonia con il paese, il folklore, le ricette.
Questo vale anche per me, io me ne vado in cerca di…sentieri!
Ed in Romania ho trovato pane per i miei denti.
Adesso vi devo confessare che per viaggiare insieme a voi ed l’abbecedario culinario mi sono comprata un nuovo libro, dove prendere spunti per le mie escursioni.
Trekking intorno al Mondo! (Lonely Planet)
(detto tra noi, ho aperto il libro su una pagina a caso e ho visto il trekking da fare in Inghilterra, l’Hadrian’s wall path. Ho richiuso il libro e sono andata alla cassa. Metti mai che riesca trascinare Flo fare 2 passi quest’estate
D)
In Romania camminare è una tradizione e la segnaletica dei sentieri è ottima: secondo alcuni era questo, in tempi passati, il modo per evitare di mettere in circolazione delle carte troppo dettagliate.
Al centro del paese si innalzano i Carpazi meridionali. Di facile accesso da Bucaresti, presentano una successione di massicci dove i rifugi (cabana) abbondano, come i Montu Retezat, i Monti Fărăgaș (2544mt), i Monti Bucegi ed i Monte Piatra Craiului, le cui vette dominano Brașov ed il castello di Bran, che ha ispirato la descrizione del Castello di Dracula nel romanzo di Bram Stoker.
Il mio libro consiglia di fare L’attraversata dei Monti Rodnei.
61km, 4 giorni – medio -impegnativo. Per gli amanti di tenda e fornelletto.
oppure se questo vi sembra troppo poco:
Sentiero dei Fărăgaș
138km, 6giorni – impegnativo-difficile.
Questo percorso ha un più marcato aspetto alpino. La maggior parte del percorso si fa in cresta passando da Moldoveanu (2544mt) la vetta più alta della Romania.
Alcuni passaggi sono piuttosto difficili.

Più a nord si estende la catena principale dei Carpazi (pare che venga da una parola greca che significa roccia, c’era un popolo Dacia, I Carpi che hanno vissuto fino al 381 sui suoi pendii). Queste montagne più selvaggie e meno serviti da rifugi, sono ideali per chi ama far trekking con la tenda al seguito.
I contrafforti dei Carpazi si prolungano verso nord -est, dove formano le colline boscose della Bucovina.
Bucovina vuol dire la terra delle betulle.
Qui furono edificati a partire del XV secolo magnifici monasteri dalle pareti ricoperti di affreschi.
(ecco, quando gliel’ho letto a Flo, mi ha ripetuto che mi ci deve portare perché sono davvero magnifici..:-D)
Ovvio che ci è stato dopo aver lavorato per non so quanti anni a Suceava.
Se il link funziona come deve, cliccando sulla cartina potete ingrandire la parte che vi interessa.
(AMO le cartine!!!! Non si era capito?
)
Il mio libro consiglia i Monasteri di Bucovina
67km, 4 giorni – medio. Si vedono i monasteri di Putna, Sucevita, Arbore e Humor.

Tra I Carpazi orientali e i Carpazi merdidionali si estende la Transilvania, un territorio di monti, altipiani e depressioni. E’ certamente la regione dove meglio si può conciliare l’escursionismo con l’esplorazione del paese. I suoi villaggi rurali sono ancora fortemente attaccati alle tradizioni e al folclore, che si tratti di musica, architettura o abbigliamento.
Il significato di Transilvania è “al di là delle foreste”.
Il mio libro consiglia di fare l’attraversata dei Monti Gilău (Apuseni)
126km, 6 giorni – medio. Nel cuore della Transilvania ad ovest della città Cluj-Napoca
(dove si trovava (trova?) la fabbrica calzaturiera più grande della Romania)
un trekking di mezza montagna, solcato da gole e disseminato di paesini con case e fienili che sfoggiano con orgoglio i loro tetti appuntiti coperti di paglia.
Scusate il post lunghissimo, mi sono fatta prendere dall’entusiasmo!
Anca, mi ha dato la ricetta di un dolce che si trova un po’ ovunque in Romania, quasi uno street food e per lei rappresenta la sua infanzia.
La ricetta viene dal libro di Sandra Marin “la Bibbia delle casalinghe romene degli anni ’50″ come lo definisce lei.
Placinta cu mere

Vi riporto la ricetta di Anca, perché le sue spiegazioni sulla pasta phillo sono semplici e chiare.
Ho usato una confezione di Pasta fillo della Stuffer da 120gr
Io ho tolto il burro, sostituito con dell’olio di mais
e non ho messo lo zucchero, non c’era bisogno, le mele sono dolcissime di loro.
Ho omesso la vaniglia, aggiungendo un pizzico di chiodi di garofano in polvere.
Ho lucidato le sfoglie appena uscite dal forno con succo di mela concentrato.
Ne ho fatti solo 4, decisamente troppo troppo poche!!
Grazie della ottima ricetta Anca! :-***

Io ho usato solo metà confezione pasta fillo ovvero 250g (la confezione che ho comprato io aveva 450g e 12 fogli di pasta fillo, ne ho usato solo la metà della quantità ma dividiendo i fogli a metà in modo da avere sempre 12 fogli più piccoli).
Circa 1kg di mele preferibilmente renette o golden
3 cucchiai di zucchero chiaro di canna (da poco ho scoperto che c’è anche lo zucchero scuro di canna, molto meno dolce)
una spruzzata di limone
un cucchiaino scarso di scorza grattugiata di limone non trattato
una spolverata di cannella
un pizzico di noce moscata
1 cucchiaino scarso di essenza di vaniglia –io l’ho fatta in casa e la ricetta è qui-
70 g di burro non salato+ burro per imburrare la teglia
zucchero a velo per la decorazione
Sbucciate le mele, eliminate il torsolo e tagliatele a cubetti o fettine sottili (veramente fate come vi viene più comodo). Mettetele in una ciotola capiente e conditele con una spruzzata di limone, la scorza grattugiata del limone, le spezie (cannella e noce moscata) e lo zucchero, mescolate delicatamente con le mani per coprirle in maniera uniforme.
Fate fondere il burro a micronde o bagnomaria.
Imburrate bene una teglia da forno poi adagiate una sfoglia di pasta fillo, spennellatela delicatamente e velocemente col burro fuso, adagiate un’ altra sfoglia di pasta fillo, spennellatela col buro poi procedete allo stesso modo con altri 2 fogli di pasta fillo (quindi in totale la base deve avere 4 fogli di pasta fillo). Distribuite metà del composto di mele, zucchero e spezie sulla superficie in maniera omogenea, poi coprite con un foglio di pasta fillo che poi spennellate con burro, adagiate gli altri 3 fogli di pasta fillo ognuno spennellato col burro fuso (quindi altri 4 quà). Aggiungete l’altra metà del composto di mele, distribuendola in maniera omogenea sulla superficie. Completate con i fogli di pasta fillo rimasti (4), ognuno spennellato col burro fuso. Una volta aggiunti tutti i fogli spennellate bene la superfice col burro rimasto.
Infornate nel forno già caldo a 190°C, sul ripiano centrale, non ventilato, per 40 minuti oppure affinchè la superficie diventi un dorato scuro. Lasciate raffreddare e spolverizzatelo a piacere con lo zucchero a velo (ma va benissimo anche senza). Potete accompagnare il dolce con della panna acida (crème fraiche) oppure panna montata.
Variazioni: Potete tranquillamente ommettere o sostituire le spezie se non vi piacciono, oppure aumentare/diminuire lo zucchero.

Porto questa ricetta a Cristina del Blog La cucina di Cristina che ospita Romania (e noi) fino al 31 Marzo.
Ringrazio Trattoria Muvara e la sua bellissima idea dell’Abbecedario Culinario della C. Europea.

Le regole, le nazioni, i blog ospitanti li trovate su in alto nella home, sottoAbbecedario Culinario Europeo.
Invece la raccolta delle ricette arrivate le trovate come sempre sul blog dellaTrattoria Muvara – Abcincucina.