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rolka z mak – rotolo ai semi di papavero (it)

culinary tour around the world: poland

Ultimissima tappa dell’abbecedario…siamo in Polonia, altro paese che mi piacerebbe visitare.  Ci stavo quasi per andare questo fine settimana, Sofi (figlia n°4) ha una passione sfrenata per concerti e aveva adocchiato un festival a Varsavia dal 13-15 Giugno, ma poi non le hanno dato il giorno libero che le serviva così siamo andate a Zurigo a sentire (lei è andata, io sono rimasta in albergo) Kings of Leon. Io ero un po’ delusa…avevo visto l’occasione visitare Varsavia dove non ci sono mai stata e che mi intriga, mi incuriosisce da anni.
Non mi è andata troppo male però..sono andata a Madrid trovare Gokki, anche Madrid mi mancava da visitare.

Domani sera ho invitato la famiglia sparpagliata in giro a cena. Ho bisogno di cavie per dei piatti polacchi che voglio provare.
Ma nel blog ho trovato questo dolce postato taaanto tempo fa (2009), quando ho partecipato ad un’altro giro del mondo culinario.  Tra le varie tappa c’era appunto Polonia.

La ricetta viene da libro:

dolci di natale da tutto il mondo
nicoletta negri nathalie aru
ed. fabbri

350gr di farina00
90gr di zucchero
20gr di lievito fresco
110ml di latte
1 uovo sbattuto
60gr di burro fuso
25gr di mandorle tritate tostate

per il ripieno:
100gr di semi di papavero
80gr di zucchero
80gr di uvetta passa
50gr di mandorle a filetti o tritate
50gr di scorza di arancia e limone
1/2 cucchiaino di cannella

 

mescolare la farina con lo zucchero.
sciogliere il lievito nel latte (non più¹ di 37°)
versare il latte sulla farina e poi aggiungere le mandorle tostate (in padella senza grasso)
l’uovo leggermente sbattuto ed il burro fuso.

lavorate l’impasto energicamente per ca 10min.
formate una palla e lasciate lievitare fino al doppio.

raccogliere i semi di papavero in una ciotola e coprili di abbondande acqua bollente.
lasciare raffreddare completamente e poi filtare con un colino finissimo.
far cuocere i semini scolati nel burro per 2min, poi aggiungere lo zucchero, l’uvetta, le mandorle e la cannella. mescolare e poi lasciare raffreddare coompletamente.
stendere l’impasto in un rettangolo 30x 40 (piu¹ o meno)
distribuire sopra il ripieno uniformemente e lasciare libero un bordo tutto attorno di 2cm.
arrotolare la pasta nel senso della lunghezza, premendo con le dita per sigillare le estremità .
adagiare il rotolo sulla placca del forno (coperta di carta forno) con l’apertura verso il basso.
lasciare lievitare fino a raddoppio del proprio volume.
infornare a 190° per a 30min.

se si desidera una superficie piu’ lucida spennellare con un uovo sbattuto prima di infornare

Questa ricetta va ad Anna di Nastro di raso che ospita Polonia e noi.

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Tarator (it)

Tarator - Bulgarian Cucumber & Yogurt soup

Bulgaria penultimo paese del nostro viaggio dell’Abbecedario culinario Europeo.
Devo confessare che era il paese che avrei voluto ospitare.
“Perché non l’hai detto”..
mi chiese Aiù l’altro giorno quando ci siamo viste ad Olten.
Perché speravo che mi capitasse, ma mi andava bene un qualsiasi paese dell’est.
Avevo deciso fin dall’inizio che ci sarei andata..qualsiasi paese mi che fosse dato.
Sono felicissima che mi sia stato dato Lettonia, è stata una piacevolissima sorpresa.
Poi averla vista in inverno, con il freddo, il ghiaccio, la neve e il vento gelido mi è piaciuto tantissimo.

Sono anni che ci voglio andare in Bulgaria, non (solo) per le sue bellissime spiagge del mar Nero, e nemmeno
(solo) per visitare la magnifica capitale Sofia..
No, e’ da quando Flo mi chiamò da Sofia ca 15anni fa e mi disse…”ti devo portare in Bulgaria..qui c’è un posto che devi vedere, anzi un’intera valle da vedere”.
All’epoca Flo lavorava in Macedonia e faceva su e giù per la penisola balcanica, la Grecia, la Bulgaria.
E’ che ci devi andare in Maggio/Giugno..ti dimentichi e hai perso l’attimo e devi aspettare l’anno prossimo..o quello dopo, dopo, dopo…
Sto parlando della valle delle Rose.
Ho trovato un video che vi mostra la festa di quest’anno…non viene voglia andarci anche a voi??
:)

Ci coltivano la Rosa Damascena, originaria del Medio oriente, La rosa di Damasco.
Profumatissima.
Sul sito “tra fiori e piante” possiamo leggere

IN BULGARIA, LA VALLE DELLE ROSE

La Valle delle Rose è ricoperta da roseti di damascena, da Kazanlik ad est (con i suoi 62.750 abitanti), sino a Kusoura ad ovest (con una popolazione di circa 1.000 abitanti). Tra queste due città si trova la città di Korlovo (con circa 27.500 abitanti). La Valle ha una lunghezza di 80 km, con una larghezza che varia da pochi chilometri sino a 10-15 chilometri. È circondata da montagne, alcune con un’altezza che supera i 2.000 metri, come ad esempio il Monte Botev alto 2.376 metri. L’altitudine della valle oscilla tra i 500 e 700 metri.

Salvo che in annate eccezionali, come il 2002, la temperatura non scende mai al di sotto di 0° C; se nevica, lo scioglimento della neve è rapido.
La fìoritura avviene da metà maggio a metà giugno. In quel periodo la temperatura è di circa 20° C a metà giornata.

Come già detto precedentemente, la raccolta avviene da metà maggio a metà giungo (la festa delle rose a Kazanlik e a Karlovo si svolge durante il primo fine settimana di giugno).
La raccolta inizia alle 4 del mattino e termina alle 9, dopo quest’ora, diventa troppo caldo e le sottili e fresche note della rosa andrebbero parzialmente perse. Però si possono vedere raccoglitori e raccoglitrici all’opera tra le 9 e le 15: queste rose, già molte aperte, sono destinate principalmente alla produzione di confettura di rose.

 

DALLA RACCOLTA ALLA DISTILLAZIONE

Circa 100 tonnellate di rose il giorno sono raccolte in Bulgaria tra le quattro e le nove del mattino, 3 tonnellate e mezzo di rose danno circa un chilogrammo d’essenza di rose per la profumeria; nel giro di 50 giorni si raccolgono 5.000 tonnellate di fiori in Bulgaria ed altrettanto in Turchia, Un totale di 10.000 tonnellate di fiori l’anno.
A Kilsoura si possono vedere ancora oggi delle distillerie del 1780 (distilloirs – alambicchi). Nel 1909 erano 80, oggi ne rimangano poche, le altre sono scomparse nel periodo compreso tra il 1909-1966 e sono state rimpiazzate da distillerie più moderne.
Anche a Tcherganovo, è visitabile una distilleria del 19° secolo, chiusa nel 1966 e rimpiazzata con una distilleria del 20° secolo.

In passato l’arrivo delle rose in distilleria avveniva con carrozze trainate da cavalli, ai giorni nostri con l’impiego d’automobili e deposito dei sacchi nella distilleria.
Una volta in distilleria i sacchi contenenti i petali di rosa vengono contati e pesati; quindi si versa il loro contenuto nella vasca/serbatoio dove le rose sono mescolate ad acqua calda preriscaldata. Ogni sacco contiene circa 30 Kg di petali di rose, un carico totale è di circa 700 Kg di rose e qualche tonnellata d’acqua.
Nel momento stesso della chiusura dei serbatoi inizia il processo di distillazione del profumo per mezzo del vapore che trascina il profumo. La distillazione completa richiede qualche ora.

ALCUNE CIFRE SULLA PRODUZIONE

La produzione attuale è di 10.000 tonnellate di rose tra Bulgaria e Turchia. La produzione di questi due paesi corrisponde a circa il 90-95 % della produzione mondiale, con il restante 5% coltivato in India. Con la distillazione si ottengono annualmente 1.500 kg d’essenza di rose; la differenza è ottenuta sotto forma di cera, mediante estrazione e non distillazione.
La resa di 3,5 tonnellate di rose è di circa 1 kg d’essenza, cosa che spiega il prezzo elevato sia per chilo di essenza (che varia da 3.000 a 5.000 Euro), sia dei grandi profumi.
Un semplice calcolo per valutare il lavoro in cifre. Ogni anno si raccolgono 10.000 tonnellate di rose, in altre parole 10 milioni di kg. Ogni rosa pesa circa 5 grammi, ci vogliono 200 rose per ottenere un raccolto di un kg di rose. Il lavoro di raccolta è di 2 miliardi di rose. Ogni rosa damascena ‘Trigintipetala’ ha 30 petali, come indica il suo nome.
L’industria impiega ogni anno 60 miliardi di petali di rosa! Ossia 10 petali per ogni essere umano al mondo o un terzo di rosa per ognuno. D’altronde, oggigiorno si vende un numero di rose pari al numero di donne sulla terra (3 miliardi). Come per il vino, ci sono annate buone ed annate cattive. Il 2002 è stata un’annata eccezionalmente cattiva per via delle forti gelate, con punte di – 20°C nella valle delle rose. Il 2003 è stata un’annata media, ed il 2004 si presenta come un’annata buona.

L’ESSENZA DI ROSE BULGARE

L’analisi scientifica ha fatto grandi progressi nel campo dei prodotti naturali, infatti, per quello che riguarda la Rosa damascena sono stati identificati 8 prodotti nel 1900, venti nel 1953, 50un ‘Naso’ di Grasse nel 1961, 200 nel 1970 e 400 nel 2000.
Certi componenti sono presenti in grandi proporzioni nell’essenza di Rosa damascena. Per converso, altre componenti chimiche sono presenti solo in traccia come il damascenone, presente in quantità di sole 50 parti per milione. Il damascenone è un corpo chimico almeno 1000 volte più forte (in odore) del Phenylethyalcool (acqua di rose). Questo vuol dire che è come avere, olfattivamente, 5% di damascenone, con lo stesso ordine di grandezza dei prodotto presenti in grandi quantità o di potenza olfattiva normale.
Grazie alla loro fortissima potenza, i prodotti in traccia sono importanti tanto quanto i prodotti in massa ponderale a percentuale elevata. Non bisogna dimenticare che la rosa è una cosa viva. Le percentuali di prodotto variano dallo sbocciare della gemma alla caduta dell’ultimo petalo. Inoltre ci sono variazioni diurne e notturne di produzione di componenti odorifere. L’analisi nasale rimane di gran lunga superiore all’analisi chimica.

LE SOTTILI SFUMATURE DELLA ROSA DAMASCENA

Odore floreale, di rosa, naturalmente, con sfumature d’agrumi, (limone, arancio, pompelmo, agrume solforato quest’ultimo), note d’erbe aromatiche (verbena-cedrina-camomilla) e note verdi d’erba di prato, fruttate (viti, cognac e rhum) e delicate sfumature dette balsamiche, marine (odore d’ostrica) ed altre che non sto qui ad elencare…
I profumieri parlano per questa rosa di un aspetto montante (lift) con in testa una nota fresca molto marcata e tipica, un cuore con nota rosata classica e sfumature di fondo, che conferisce dolcezza, tenacità, sostanza.

UTILIZZO DELLA ROSA
In Profumeria

Nella tabella viene proposta una lista non esaustiva dei profumi del XX secolo dove la rosa gioca un ruolo molto importante. La rosa bulgara non è certamente stata usata soltanto negli estratti femminili. Grazie al suo lift, la troviamo anche in numerosi cosmetici, come per esempio l’Acqua di rosa della Bulgaria, e in prodotti desinenze (creme, shampoo, saponi…). E vi sono applicazioni minori, tipicamente bulgare, come salviettine rinfrescanti ‘lavamani’ e piccoli souvenir che contengono una goccia d’estratto di rosa. Senza dimenticare le candele alla rosa che conoscete tutti.

Aromi

Le confetture, i tè, come quelli dalla Cina (Hong Kong), i liquori alcolici e non alcolici per uso in cucina (i crostacei si sposano molto bene con una salsa di petali di rose non zuccherata…). Ed infine, meglio conosciuti in tutta Europa, i gelati alla rosa, senza dimenticare le gelatine e lo yogurt.
TRE OSSERVAZIONI
Per i profumieri, le rose rappresentano, unitamente ai gelsomini, quello che sono il piano ed il violino nei concerti di musica classica per solisti o per duo.
Per l’ibridatore, creatore di rose, che saluto qui con gran rispetto per il suo paziente lavoro di creazione (1500 varietà sino ad oggi, con un 20% di varietà odorose ispiratrici per il profumiere), il mondo delle rose è molto di più di un sogno, è la vita.

 

CARTA D’IDENTITÀ

Nome: Rosa damascena ‘Trigintipetala’ (bifera officinalis) (detta “Rosa dei Profumieri)
Località: Bulgaria, Valle di Kazanlik (1689) o Kazanluk, Kazanlyck)
Origine: Medio Oriente (leggendario fiore di Damasco) Coltivazione: Balcani e Asia Minore, in Bulgaria e in Turchia
Segni particolari: contiene una percentuale significativa di Damascenone
Altezza: 1,80
Colore: rosa e rosa intenso
Diametro dei fiori: 5 cm, con 30 petali (da cui il nome ‘Trigintipetala’)
Padre: Rosa gallica officinalis
Madre: Rosa moschata
Raccolta dei petali: maggio-giugno, ogni giorno dalle 4 alle 9 del mattino”

La rosa damascena è un incrocio (si crede) tra la rosa gallica (la più antica rosa conosciuta e la rosa moschata, si ha trovato traccia di questa rosa in testi datati 900 a.C. Non si sa esattamente quando e dove sia nata la prima rosa selvatica. Si pensa che all’inizio si raccoglieva i cinorrodi perché commestibili.
Le prime rose erano bianche e rosa, le cinesi erano gialle, a 5 petali, semplici.
Non sono una grande amante di rose grandi, petolase e colorate. Mi piacciono rose piccole, semplice preferibilmente bianche, adoro la Banksia che è una rosa antica, selvatica, Cinese, rustica, rampicante e senza spine. Fiorisce una volta in primavera ma quando fiorisce ti fa trattenere il fiato da quanto è bella.

Rosa banksiae Alba Plena

Mi ha dato molta soddisfazione una rosa moderna (1976) di Holmes che si chiama appunto Sally Holmes. Fiorisce ripetutamente per 3 mesi e fa tantissimi fiori, grandi in una sfumatura delicata tra bianco, rosa e albicocca.

Sally Holmes
Poi ho una rosa rossa, che non mi ricordo come si chiama..ma è speciale.
Era l’unica sopravvissuta del vecchio giardino della Bisnonna Reneè.
E’ stata da mia suocera Iris per tantissimi anni e poi l’ho “ereditata” io.
Non amo molto queste rose così grosse, rose e sfacciate..ma questa per ovvi motivi ha un posto speciale nel mio cuore.

nonna reneè

Ma non mi dispiacerebbe fare un trekking in Bulgaria..p.es la grande Traversata della Stara Planina..dalla frontiera Serba al mar Nero. Ma mi accontenterei anche di qualche giorno fare la Chernatitsa Traverse (Rodopi Nord-orientali) sul confine tra Bulgaria e Grecia.

Mentre ci pensiamo, studiamo, ci mettiamo d’accordo..mangiamo una zuppa fredda bulgara…

Tarator – zuppa fredda di cetriolo e yogurt (strepitosa)

Tarator - Bulgarian Cucumber & Yogurt soup

Vi serve
un cetriolo sbucciato e tagliato a pezzi
yogurt bianco magro (o greco per più cremosità)
cipolla
aglio (anche no)
aneto fresco
noci spezzettate
ah ed il tocco della Brii…CUMINO!!! :)

Tutto nel bimby….frullare tutto (non noci e cumino) fino ad ottenere una zuppetta cremosa.
Mettere in freezer un 20min prima di servire.
Cospargere di noci spezzettate e cumino a volontà.

Brigida_ate:
Mi arriva un whatsapp da Niki..
“Mamy mi inviti a pranzo”.
“Certo..oggi piatto Bulgaro!!”
“Oddio, e sarebbe???”
“eh no..sorpresa..vieni vieni anche tuuuuuu! :D”

E’ venuto, ha mangiato e ha anche chiesto il bis!
Oh yeah!
:)

Tarator - Bulgarian Cucumber & Yogurt soup

Questa (ennesima versione della) ricetta del Tarator va a Paola di nastro di raso che ospita noi e la tappa Bulgara!
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Brami -Baked vegetable medley (it)

Briam - Baked vegetable medley

La tappa greca dell’abbecedario culinario mi ha mandato in crisi..no nel senso..che per tutta la prima settimana ho cercato ricette polacche!!
Ero convinta che fossimo in Polonia!! Quando poi ho realizzato che eravamo in Grecia, è nata la frugoletta e sono totalmente andata in tilt.

Poi penultimo giorno ho invitato tutti..si beh..tutti per modo di dire.
Qui per vedere tutti ci vuole una festa comandata e neanche quella riesce unirci..ho fatto dei figli vagabondi!!
Insomma ho mandato un whatsapp multiplo e hanno risposto si in 7. Vaaaaai!!!
:)

Lunch 24 may 2014

Colgo l’occasione preparare qualcosa di greco, veloce, gustoso e facile. Mi viene in aiuto mia amica Ivy di Kopiaste con questa buonissima ricetta.

Ah in Grecia ci sono stata solo due volte: a Creta nel 90 e a Santorini nel 93 (credo). L’anno di Creta me lo ricordo perché ho prenotato tutto e poi il giorno della partenza quasi Flo non ci viene. La partenza era la sera della finale dei Mondiali…Germania – Argentina..
Vi immaginate???? Ecco proprio così! Alla fine è salito sull’aereo e la fortuna ha voluto che anche i due piloti fossero fanatici di calcio e siamo atterrati ad Heraklion con 30 min di anticipo! In giro di 15min abbiamo preso armi, bagagli, macchina a noleggio e siamo partiti. Flo si è fermato al primo bar che ha trovato e si è guardato la partita..Meno male dai..se no sai che settimana che passavo! :D
Creta ci è piaciuta tantissimo, anche se Santorini di più. Non riesco immaginare isola più deliziosa, romantica, bella e affascinante. Credo che anche si siano passati 20anni le due isole siano rimaste come allora, anzi ferme immobili nel tempo che passa.
O almeno io vorrei immaginarle così.

Brami -Baked vegetable medley (it)

Briam - Baked vegetable medley

Ricetta facilissima, potete usare le verdure che avete.
Il tocco particolare è dato dal succo di limone e le erbe aromatiche mediterranee origano, timo e rosmarino.

Tagliate a tocchetti e rondelle
carote
zucchine
melanzane
peperoni
pomodori
io ho anche aggiunto un pochino di cumino e foglie fresche di basilico.

Buttate tutto in una teglia, irrorate con dell’olio extravergine di olive buonissimo e infornate a 200° per ca 40min.
Servite subito…ah se riuscite..fate una foto..io non ho fatto in tempo! Fucilato in battibaleno!!
:)

Questa ricetta va a Resy di Le tenere dolcezze di Resy, così tra amiche ma fuori elenco dell’abbecedario.
Ci tenevo partecipare.
E adesso andiamo in….Bulgaria! (giuro stavo andando in Polonia di nuovo! ma si può????)

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