21 marzo 2009..camminata di Primavera…sulla neve però!

simo e brii!

sabato 21 marzo..giorno di primavera..
ma il tempo mite degli ultimi giorni è stato spazzato via da un vento gelido venuto dalla Scandinavia..
ci siamo guardate..simo ed io…beh allora…non mettiamo via le ciaspole!! :))
simo ha chiamato su al rifugio fiori del baldo.
il tempo? freddo freddissimo
la neve? tanta , ghiacciata.
ok..è il momento di provare un pezzo del Cai N° 655,
che parte da Castelletto e porta alle Creste di Naole.
noi abbiamo pensato di fare da Prada su, costeggiando le creste per arrivare al rifugio dei Fiori.
ci hanno detto che un sentiero c’è.
il pezzo del sentiero che volevamo fare passa nel Val di Sacco, ne abbiamo sentito parlare, ma non ci siamo mai state.

beh…non è bello…di più!! ci è piaciuto un sacco! :)))))

partiamo dal parcheggio della seggiovia di Prada, scendiamo la strada per san Zeno, fino alla prima stradina che gira verso sinistra..non ci si può sbagliare..ci sono i colori del Cai anche sul palo che porta il cartello!
anzi..è tutto segnato..non ci si può sbagliare neanche volendo…o si? :)))
si, si può sbagliare… :))))
dopo i primi metri di salita, dove ci lasciamo la strada asfaltata e la civilizzazione dietro di noi..
inizia la neve
qui, sul sentieri che porta alla valle ,c’è freddo..e la neve è dura e ghiacciata..
il vento è gelido…e ci iniziano congelare le dita delle mani…
(il corpo è composto di acqua, va sotto lo 0° ed inizia congelare)
ad un certo punto non le sentiamo più…
è una sensazione bruttissima…non ti fa ragionare, ti pizzica la pelle, ti fa un male cane..
anche se muovi le dita, non hai sensibilità e non ti sembra che succeda niente.
mi sono fermata soffiare dentro i guanti…è uno dei modi per farsi tornare un po’ di calore nelle mani.
(questo è un principio di congelamento di I grado, sembra una cavolata, ma può diventare grave se non si agisce subito, utile bere subito della tisana calda, riscaldare con un extra paio di guanti, soffiare dentro il guanti, farsi massaggiare da un compagno…ma con attenzione niente frizioni violente)

ho cambiato guanti con simo, e lei mi ha anche fatto un massaggio alle mani.

dopo…in un attimo ti tornano calde.non me lo spiego (ancora)..non so..un momento urli dal dolore del freddo..
il momento dopo..ti devi togliere i guanti all’istante..perché stai sudando!!
aaaaaaaah…molto meglio! :)))
il sentiero sale sale…(si beh..sale da castelletto che è a 68m.s.l. :)))
il 655 è TUUUUTTA una salita!)

il sentiero si allarga, diventa una carreggiata, passa in un bosco di faggi…ancora tutti spogli..
il sole brilla tra gli alberi nudi..in lontananza vediamo una radura (!!!), il sole quasi ci acceca..
la neve è scintillante, il cielo azzurrissimo con cirrinuovole*..
noi siamo estasiate, entusiaste, felici…
ci guardiamo e ridiamo..eh sì..altro che..dobbiamo portare le altre!!
la foto sotto è molto importante…vedete tutte le tracce nella neve?
c’è un arbusto in mezzo e le tracce passano sia a destra che a sinistra..
se osservate attentamente..si vede il cartello del CAI..si vede eccome!
ma noi ridendo, ciacolando, ammirando…non l’abbiamo proprio visto!
siamo passati a destra dove le tracce erano più evidenti e siamo andate avanti..il fondo della valle è bellissimo…turo intorno delle dolci colline..da due lati in cima ci sono riparte il bosco..
davanti a noi..sembra una collina con un’apertura interessante (le tracce meno evidenti portano su)..
noi partiamo…si inizia salire di nuovo…le teste piegate osservano le tracce..
c’è ne uno che sembra di un grosso animale…ha una forma da un animale plantigrado**..
ed io che la sera prima ho visto un pezzo di horror di un gruppo di ragazzi precipitati in alta montagna e poi
sbranati da uno yeti…ero convintissima che fossero tracce da yeti!! :)))
briii sta seria! :))


da su in cima si aveva una splendida vista sul Pizzocolo di fronte..qui ci rendiamo conto che è un bel po’ che non vediamo più segni del Cai…fino a poco prima era molto
segnato, in alto sugli alberi, segni nuovi, appena dipinte…si vede che i segni originali sono sotto la neve
(infatti sul ritorno, dove abbiamo fatto il sentiero giusto…abbiamo visto alcuni sassi segnati spuntare dalla neve in scioglimento. Il Cai segna i sassi soprattuto in salita, per forza…non hai la forza guardare in su..
stai con la testa in giù, con la lingua a penzoli…assenza-telegrafo..ne vogliamo parlare?? :))))))

a questi punto se sei in su un monte che non conosci, si DEVE tornare indietro.
c’è davvero rischio di perdersi o farsi male.
abbiamo fatto un’esperienza sul pizzocolo, quando abbiamo sbagliato strada…di paura pura!!
e stiamo parlando del pizzocolo…che insomma lo consociamo abbastanza bene.

in questo caso, con il terreno conosciuto, le creste visibilissime a pochi passi..abbiamo deciso di andare avanti.
siamo ridisceso un pochino e abbiamo tagliato su per un rapidissimo pendio nel bosco.
siamo uscite sulla carreggiata che dalle Due Pozze porta a Rifugio Mondini, Cai n° 51.
quella la conosciamo, fatta tantissime volte..
anche se con la neve era completamente cambiata di aspetto.
seguiamo tranquillamente la strada, ammirando il magnifico paesaggio che ci circonda…
si arriva alle baite Ortigara…vi dico…se potessi..andrei abitare in quella sopra..subito!!
è in un posto incredibile, su una piccola collina, con le creste che proteggono dietro..
circondata da prati verdissimi piene di fiori (e mucche d’estate :)))) )
sabato era così..

sopra la collina a sinistra si trova anche una piccola chiesetta abbandonata..
è una delle chiesette/santuari di Madonna della Neve sul Baldo.
è bellissima…o meglio deve essere stata bellissima..adesso è pericolante.

la vedete, su sulla collina in fianco ai due cespugli?

simo a destra si sistema i scarponi..stiamo per affrontare l’ultimo pezzo di salita.
qui siamo a 14oo e oltre m.s.l
è stata durissima…simo che era davanti non lasciava nemmeno segni nella neve da tanto ghiacciata era.
non ci siamo messe le ciaspole, servono a poco con un fondo così duro..
ad un certo punto sì era mollata un pochino, ma la salita era ripidissima che era più pericoloso fermarsi
e provare a mettersele.
simo che è arrivata in cima alle creste, ha avuto la sorpresa di non trovare il sentiero…anzi si è trovata un muro di neve ghiacciata davanti.
ha fatto molta fatica provare a scendere in verticale per riuscire ad andare avanti.
ero molto preoccupata..se sbagliava e scivolava..andava finire giù alle baite!!io ero sotto, aspettando che tornasse giù da me.
poi siamo salite in diagonale, che era un po’ più facile…un passo alla volta, affondando più possibile la punta dello scarpone (era così ripido che si saliva in punta di scarpone, non riuscivi mettere giù anche il tallone)
ma non è bellissimo?
quando abbiamo trovato un punto tranquillo (soffiava un vento forte e gelido, che disturbava e ci spostava perfino!) ci siamo fermate e abbiamo mangiato.
bevuto la tisana, i biscotti..
guardato con il cuore gonfio di amore..questo splendido posto che è il lago di Garda..
simo ha tirato fuori il binocolo, provando vedere se sua mamma si era alzata (abita a San Zeno :)))
abbiamo fatto l’ultimo pezzo (finalmente sul sentiero che era dietro le creste!) a passo spedito.
il vento era ancora più forte qui in cresta, e mi si sono di nuovo congelate le mani..
è terribile..non riuscivo quasi andare avanti.
mi sono tolta le bacchettine e ho messo le mani sotto le ascelle.
avanti veloce, stando attentissime dove mettere i piedi..
(un passo falso e ti ritrovi alla malga valfredda un 800metri più sotto)
(si vede il chierego in lontananza)
il ritorno l’abbiamo fatto tutto in cresta, passando anche vicino al forte di Naole..
irriconoscibile sotto la neve..si vedono solo le antenne e si capisce dove è.
girandoci indietro…abbiamo visto la lessinia spuntare in lontananza…
ciaoooo barbara…ciao elisabetta…per loro è più comodo andare su da Giazza sul Carega.
mi ha detto Barbara che al rifugio Pertica..c’è tanta di quella neve, ma tanta di quella neve..
che si scioglierà in maggio (è anche molto all’ombra la strada venire su)

alla fine è ora ripiegare verso in giù….prendendo una curva molto laaaarga per scendere.

ormai la superficie della neve si stava sciogliendo rapidamente, è con gli scarponi affondavamo mentre
saltavamo in giù.
arrivate alla macchina ci siamo guardate soddisfattissime!!
da rifare..assolutamente..quasi quasi..già sabato prossimo!! :))))
grazie simo, bellissimo giro :-****
brigidaa_te:
*cirrinuovole: sono tenui nubi candide, per lo più isolate, con aspetto filamentoso o a ciuffi.
stanno sospesi nel cielo azzurro come piume o striature bianche, leggeri come spinti da un soffio.
(bellissima descrizione dal libro “guida alla meteorologia” di Günter d.roth)
** plantigrado, animale come l’orso p.es
domanda che ho sbagliato all’esame! grrrrrrr
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6 responses to “21 marzo 2009..camminata di Primavera…sulla neve però!

  1. Troppo bello! bellissime immagini e descrizione altrettanto stimolante…..mi ha fatto venire una voglia!Io la domenica precedente, cioè il 15 marzo ero sul Monte S.Bartolomeo e Trat, ma non sono stata così fortunata, il cielo non era limpido e ho goduto pochissimo del panorama sul lago, purtroppo.VEramente complimenti, siete state in gamba.Quindi se mi venisse voglia di copiarvi, dici che faccio senza prendere su le ciaspole? ciao ciao.

  2. ciao adele!sabato scorso siamo state fortunatissime direi.ieri ci siamo andate ancora, portando altre 2 nostre amiche.ma…il tempo era molto diverso.grigio con una nebbia fittissima.anzi, ad un certo punto eravamo circondate da neve e nebbia.non si vedeva niente.anche in cresta abbiamo proceduto per tentoni.la neve era pesante e molla, una fatica enorme.e poi…arrivate in fondo a Prada..no che la nebbia si è alzata!!e te pareva! :)))no, porta ancora le ciaspole, a menochè non hai dei ramponcini.la settimana scorsa la neve era ancora bella dura e si è potuto fare a meno. ieri, invece era troppo molla e si affondava ad ogni passo. era difficile anche con le ciaspole..ma meno.ti auguro una buonissima domenicabaciusss

  3. Fate attenzione perchè questa stagione può essere traditrice con e senza ciaspe… anche ad altezze elevate.Cari saluti a tutte.

  4. carissimo, quanto tempo!si, hai perfettamente ragione.e se non fossimo state sicure sul percorso, se non fossimo state in Costabella, saremo tornate indietro.mai fare gli stupidi in montagna.la montagna non è assassina, è che viene frequentata da persone talvolte incoscenti.un fortissimo abbracciobaciuss

  5. Un augurio per una serena Pasqua ed una Pasquetta in giro per i monti.Ciao.

  6. Pingback: Rif. Fiori del Baldo – Costabella – Monte Baldo | briggishome

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